Certificazione UNI EN ISO 9000: quando è obbligatoria per le imprese

Con il parere n. 220 del 25 settembre 2008,l’ Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture è nuovamente tornata (deliberazioni n. 27/2004, n. 241/2003, n. 182/2003 e determinazione n. 29/2002) sulla corretta interpretazione dell’art. 4 del D.P.R. 34/2000 …

Con il parere n. 220 del 25 settembre 2008,l’ Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture è nuovamente tornata (deliberazioni n. 27/2004, n. 241/2003, n. 182/2003 e determinazione n. 29/2002) sulla corretta interpretazione dell’art. 4 del D.P.R. 34/2000 ribadendo che l’obbligo di possedere il sistema di qualità aziendale certificato UNI EN ISO 9000 sussiste soltanto per importi superiori a euro 516.457 ossia a partire dalla classifica III (classifica a partire dalla quale è obbligatorio).
Nel caso in cui l’importo dei lavori sia inferiore a euro 516.457 tali lavori possono essere eseguiti anche da imprese in possesso di qualificazioni in classifiche inferiori alla III, per le quali il Regolamento prevede l’esenzione dall’obbligo di possedere la certificazione ISO.
Per tale ragione la stazione appaltante non può richiedere, quale requisito di ammissione alla gara, il possesso della qualità aziendale ad imprese che partecipano con una classifica di qualificazione inferiore alla III.

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Parere n. 220 del 25 settembre 2008 93 Kb PDF
 

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