Immagine categoria varie e brevi

Cedolare secca probabilmente entro gennaio. A chi conviene?

Secondo le simulazione della CGIA di Mestre, la cedolare non conviene per il proprietario che ha un reddito lordo annuo (comprensivo del canone di locazione) inferiore a 28-30 mila euro.

Entro la fine di gennaio dovrebbe essere approvato un provvedimento che introdurrà, sui redditi da locazione degli immobili a uso abitativo di proprietà di persone fisiche, un’imposta unica (“cedolare secca”) con aliquota percentuale unica.
Per comprendere la portata del provvedimento si pensi solo che riguarda potenzialmente oltre 2.700.000 abitazioni in affitto.

In base alle ultime indiscrezioni sul provvedimento in discussione potrebbe essere applicata un’aliquota unica del 23% per i contratti di locazione a canone libero mentre per quelli a canone concordato l’aliquota sarebbe del 20%.
Ricordiamo, infatti, che attualmente esistono 2 tipologie di contratti di locazione:

  • a “canone libero”, in cui le parti possono fissare liberamente l’ammontare
  • a “canone concordato”, in cui l’importo dell’affitto viene stabilito in base ad accordi locali tra organizzazioni rappresentative dei proprietari e degli inquilini.

La seconda tipologia contrattuale ad oggi rappresenta solo lo 0,6% circa di tutti i contratti di locazione registrati in Italia.

Sottolineiamo che il pagamento della “cedolare secca” in luogo delle imposte sul reddito ordinarie sarà una libera scelta del proprietario, che, presumibilmente, la effettuerà in base alla convenienza.
In base alle simulazioni effettuate da più parti, considerando le basi imponibili e gli scaglioni Irpef, si può affermare che la cedolare non conviene per il proprietario che ha un reddito lordo annuo (comprensivo del canone di locazione) inferiore a 28-30 mila euro.

Per approfondire questo argomento è disponibile in allegato una tabella comparativa realizzata dalla CGIA di Mestre che stima la variazione del carico fiscale per i proprietari di immobili in caso di applicazione della cedolare secca.

La tabella, realizzata nell’ipotesi di aliquota unica al 20% (mentre sembra concreta la possibilità che sia elevata al 23% per i contratti liberi), dimostra che, già in tale favorevole ipotesi, i risparmi di imposta cominciano a diventare significativi a partire da redditi annui superiori a 29.000 euro.

Clicca qui per scaricare la Tabella elaborata dalla CGIA di Mestre

 

Vuoi rimanere aggiornato su questo argomento e sulle principali novità legate al mondo dell'edilizia?

Iscriviti GRATIS alla Newsletter

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *