Cedolare secca

Cedolare secca 2017, i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Cedolare secca 2017, aliquota al 10% anche per i contratti transitori. Ecco i chiarimenti delle Entrate forniti su Telefisco

Il dlgs 23/2011 ha introdotto la cedolare secca per la tassazione sulla locazione di immobili ad uso abitativo, che affianca il regime di tassazione ordinaria.

Cedolare secca, cos’è

La cedolare secca è un regime facoltativo che prevede dei vantaggi fiscali per i proprietari di una casa che decidono di cedere l’immobile in locazione ad uso abitativo.

In pratica, consente di sostituire l’Irpef e le relative addizionali (imposta di registro e di bollo) con il pagamento di un’imposta sostitutiva che è pari:

  • al 21% per i contratti di locazione a canone libero (della durata 4+4)
  • al 10% per i contratti di locazione a canone concordato e relativi alle abitazioni che si trovano nei Comuni con carenza abitative e nei Comuni ad alta tensione abitativa (della durata di 3+2)

I beneficiari

Al regime della cedolare secca possono aderire le sole persone fisiche titolari del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento sulle unità immobiliari locate come usufrutto, uso, abitazione. Non possono aderire le società e gli enti non commerciali.

Qualora ci si avvale di tale regime, la tassazione per il proprietario non avviene più in base al reddito ma solo sul canone incassato; per l’affittuario si riducono i costi del canone mensile da pagare.

L’opzione è facoltativa e va comunicata nel momento della registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate, o in sede di proroga scadenza.

Gli immobili

Gli immobili che possono usufruire della cedolare secca sono quelli appartenenti alle categorie catastali da A1 a A11 (escluso A10) locate ad uso abitativo e le relative pertinenze (box, garage, ecc.), solo se affittate insieme all’abitazione.

Come si paga

Il versamento della cedolare secca segue lo stesso meccanismo di versamento dell’Irpef; è versata a saldo e acconto in scadenza rispettivamente il 16 giugno e il 16 dicembre di ciascun anno.

Il pagamento avviene mediante l’F24, modello unificato di pagamento Agenzia delle Entrate che prevede anche la possibilità di compensare l’imposta dovuta con eventuali crediti.

Cedolare secca 2017, i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

In occasione dell’iniziativa del Sole 24Ore Telefisco 2017, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in materia di cedolare secca, relativamente all’applicazione dell’aliquota al 10% e alla mancata comunicazione della proroga del contratto di locazione.

La cedolare secca sugli affitti con aliquota ridotta al 10% fino alla fine del 2017 viene applicata ai seguenti contratti:

  • contratti di locazione agevolati (3 + 2)
  • contratti per studenti universitari

Inoltre, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’aliquota ridotta al 10% si applica anche ai contratti transitori di cui alla legge n. 431 del 1998.

Il contratto di locazione transitorio è caratterizzato dalla temporaneità ossia da una permanenza precaria nell’immobile; ha una durata minima di 1 mese e massimo di 18 mesi.

In risposta a Telefisco, l’Agenzia ha anche chiarito che, a decorrere dal 3 dicembre 2016, la mancata presentazione della comunicazione al Fisco relativa la proroga del contratto non comporta più la revoca dell’opzione, come precedentemente previsto.

Condizione necessaria è che il contribuente abbia tenuto un comportamento coerente con la volontà di optare per il regime favorevole della cedolare, ossia:

  • avendo versato quanto dovuto
  • avendo indicato i redditi derivanti dalla locazione nella dichiarazione dei redditi

 

Clicca qui per accedere al sito dedicato alla cedolare secca

 

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