Bonus mobili, ecco la nuova guida dell’Agenzia delle Entrate

Bonus mobili e ristrutturazione edilizia: a chi spetta, come ottenerlo, come fare i pagamenti? Tutto quello che occorre sapere nella guida dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha aggiornato ad aprile 2015 la guida al bonus mobili, relativa alle agevolazioni fiscali previste in caso di acquisto di mobili ed elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione edilizia.

Gli aggiornamenti riguardano la proroga dell’agevolazione fino al 31 dicembre 2015 grazie alla Legge di Stabilità 2015 (Legge 190/2014) e le risposte fornite ai quesiti formulati con maggiore frequenza.

La guida fornisce precise indicazioni al contribuente su come chiedere ed ottenere il bonus mobili in caso di ristrutturazione edilizia, ossia la detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni).

Bonus mobili, contenuto della guida

Il documento illustra in maniera semplice come e quando richiedere l’agevolazione, in particolare quali sono:

  • gli acquisti agevolati
  • l’importo detraibile
  • le modalità di pagamento
  • i documenti da conservare
  • i quesiti e le risposte

 

Clicca qui per scaricare la guida sul bonus mobili ed elettrodomestici, aprile 2015

 

Edilizia residenziale pubblica, arriva il Decreto attuativo del Piano Casa

Edilizia residenziale pubblica, pubblicato in Gazzetta il Decreto con le procedure per la vendita del patrimonio pubblico per il recupero degli alloggi sociali

Pubblicato in Gazzetta ufficiale il D.M. 24 febbraio 2015 contenente le procedure e i criteri di alienazione degli immobili di proprietà degli enti pubblici.

Il decreto prevede un programma straordinario di nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica e di manutenzione straordinaria del patrimonio esistente, in base a quanto previsto dal Piano Casa (D.L. 47/2014), con lo stanziamento di 468 milioni di euro.

Edilizia residenziale pubblica, procedure di alienazione

Il primo articolo del Decreto prevede che i comuni e tutti gli enti pubblici procedano alla vendita del patrimonio immobiliare al fine di soddisfare il fabbisogno abitativo, predisponendo specifici programmi di alienazione secondo le procedure del decreto.

Entro 120 giorni dalla pubblicazione del decreto le Regioni dovranno selezionare e verificare gli interventi da finanziare e trasmettere gli elenchi, in ordine di priorità, al Ministero delle Infrastrutture che assegnerà concretamente le risorse.

Edilizia residenziale pubblica, programmi di alienazione

I programmi di alienazione devono favorire prioritariamente la dismissione degli alloggi situati nei condomini misti nei quali la proprietà pubblica e’ inferiore al 50% e di quelli inseriti in situazioni estranee all’edilizia residenziale pubblica quali aree prive di servizi, immobili fatiscenti.

Possono essere inclusi nei programmi anche immobili classificabili nell’ambito della revisione catastale in atto come A/1, A/7, A/8, A/9, A/10, nonché locali destinati ad uso diverso da quello abitativo quali usi commerciali, artigianali, ecc., se l’alienazione di tali immobili è funzionale alle finalità complessive del programma.

Edilizia residenziale pubblica, criteri di alienazione

L’articolo 2 del decreto fissa i criteri per l’alienazione degli alloggi rientranti nei programmi, indicando i criteri per la determinazione del prezzo di vendita dell’immobile che sarà venduto tramite bandi ad asta pubblica.

In allegato proponiamo il decreto e il modello allegato in base al quale le Regioni, entro il 30 luglio di ciascun anno, riferiranno al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sullo stato di attuazione dei programmi di alienazione, sui proventi derivanti dalle vendite e sul loro reimpiego.

 

Clicca qui per scaricare il Decreto 25 febbraio 2015

 

Pannelli fotovoltaici su pergolato, quale titolo edilizio occorre?

Pannelli fotovoltaici sul pergolato, secondo Consiglio di Stato non serve il permesso di costruire

L’installazione di pannelli fotovoltaici su un pergolato è un intervento che non richiede il permesso di costruire.

Questo quanto affermato dal Consiglio di Stato che, con la Sentenza 2134/2015, ha accolto il ricorso presentato da un privato cittadino nei confronti del Comune.

Il caso esaminato in sentenza riguarda l’installazione, previa Comunicazione inizio lavori, di pannelli fotovoltaici su un nuovo pergolato in legno, contestualmente realizzato sul terrazzo dell’abitazione, dotato di tenda parasole retrattile e aperto ai lati.

Il Comune aveva disposto la rimozione dell’impianto fotovoltaico dopo aver giudicato inefficace il titolo edilizio (comunicazione inizio lavori), ordinando il ripristino dello stato dei luoghi, ritenendo necessario il Permesso di costruire quale titolo abilitativo.

Il proprietario presenta ricorso al TAR che lo respinge e, di conseguenza, avanza ricorso in appello al Consiglio di Stato.

Il Consiglio di Stato ribalta la decisione: giudici ricordano, infatti, che in base al Testo unico dell’edilizia (D.P.R. 380/2001) l’installazione di pannelli fotovoltaici su edifici esistenti o loro pertinenze si qualifica come attività libera e sono soggetti a comunicazione di inizio lavori (CIL).

I pergolati vanno considerati come pertinenze, essendo essi manufatti con natura ornamentale realizzati in struttura leggera, facilmente amovibili e usati per riparare e ombreggiare le superfici di modeste dimensioni.

La nozione di pergolato non cambia se, al posto delle piante, vengono installati pannelli fotovoltaici, a condizione che vengano lascia spazi aperti per far filtrare la luce e l’acqua e non ci sia un aumento della volumetria.

In definitiva, l’installazione di pannelli fotovoltaici su pergolato può avvenire con una semplice comunicazione senza dovere ottenere previamente il rilascio da parte del Comune del titolo abilitativo.

Clicca qui per scaricare la Sentenza del CdS 2134/2015 sull’installazione del fotovoltaico sul pergolato