Casseforme: da INAIL il quaderno tecnico

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Dalla collana dei quaderni tecnici pubblicati da INAIL, ecco il quaderno tecnico dedicato alle casseforme

Il quaderno tecnico 2020 dedicato alle casseforme è un ulteriore documento divulgato da INAIL, che arricchisce la preziosa collana di “Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili” già pubblicati in passato al fine di garantire un elevato livello di sicurezza dei lavoratori nei cantieri.

Ricordiamo che i documenti della collana già pubblicati sono i seguenti:

Le casseforme

Le casseforme sono attrezzature provvisionali di lavoro dedicate a contenere il calcestruzzo durante le fasi di getto e maturazione al fine di conferire allo stesso la forma e la qualità desiderata.

Per la realizzazione delle casseforme, nel corso degli anni, si è passati da tipologie costituite per lo più da tavole in legno messe in opera in cantiere senza la redazione di calcoli e/o disegni, a sistemi composti da sottosistemi, componenti ed elementi specificatamente progettati e assemblati in cantiere.

Classificazione e tipologie

Per questa tipologia di attrezzature provvisionali il riferimento è la norma UNI 11763-1: 2019 (parte 1) Casseforme verticali – Requisiti generali per la progettazione, la costruzione e l’uso.
La UNI classifica le casseforme verticali, e cioè quelle necessarie per la realizzazione di un manufatto avente inclinazione sulla verticale non maggiore di 5°, in:

  • prefabbricate, allestite in cantiere e realizzate con elementi e componenti prefabbricati;
  • di più fabbricanti, sono allestite in cantiere mediante elementi e componenti prefabbricati, destinati all’impiego come cassaforma, prodotti da fabbricanti diversi;
  • allestite in cantiere, predisposte con materiali anche diversi ed elementi non specificatamente destinati all’impiego come cassaforma (per esempio: tavole e travetti di legno, profili e lamiere metalliche).
Immagine a colori che mostra una cassaforma verticale

Cassaforma verticale

Le casseforme verticali possono essere distinte per tipologia, in:

  • a telaio,
  • componibili a travi e correnti,
  • a pannelli multistrato,
  • a perdere,
  • modulari,
  • tradizionali,
  • monolitiche,
  • curvilinee regolabili,
  • dedicate.
Immagine a colori che mostra una cassaforma verticale prefabbricata a telaio

Cassaforma prefabbricata a telaio

Marcatura

Per la sicurezza ed una comunicazione chiara a chi dovrà utilizzare tali attrezzature, il fabbricante deve apporre sulla cassaforma una etichetta che riporti:

  • i riferimenti del fabbricante;
  • il numero della norma di riferimento: UNI 11763-1: 2019.

Scelta della cassaforma

La scelta della cassaforma da utilizzare in cantiere in una specifica realizzazione, da parte del datore di lavoro, deve essere effettuata in base ai rischi da eliminare e/o ridurre, preventivamente individuati nell’attività di valutazione dei rischi. Essa deve essere effettuata in relazione a:

  • altezza del getto da realizzare;
  • geometria dell’opera da realizzare (parete, pilastro, superficie curvilinea, aggetti);
  • tolleranza e qualità di finitura del paramento di calcestruzzo;
  • pressione massima esercitata dal calcestruzzo fresco;
  • modalità di assorbimento della spinta del calcestruzzo (tiranti o sistemi di contrasto);
  • modalità di getto;
  • modalità di compattazione del calcestruzzo;
  • modalità di stabilizzazione delle casseforme.

Montaggio

Tutte le fasi che precedono l’uso della cassaforma possono essere così distinte:

  • stoccaggio;
  • movimentazione;
  • allestimento;
  • installazione;
  • applicazione del disarmante;
  • controllo della corretta installazione.

Particolarmente delicata è la fase di controllo della pulizia dei componenti e l’applicazione del disarmante che non devono compromettere le superfici di contatto e l’aderenza delle armature al calcestruzzo.

Immagine a colori che mostra una cassaforma verticale a telaio per pilastri

Cassaforma verticale a telaio per pilastri

Uso

Per uso della cassaforma si intende la fase di contenimento del calcestruzzo durante il getto e la relativa fase di maturazione dello stesso.

Il corretto utilizzo della cassaforma dipende dallo scrupoloso rispetto da parte dell’impresa esecutrice:

  • dei limiti prestazionali,
  • delle condizioni di impiego,
  • dello stoccaggio,
  • dei disegni esecutivi e gli schemi funzionali previsti dal fabbricante.

Trasformazione della cassaforma

Con questo termine intendiamo le fasi lavorative comprese tra due utilizzi successivi.

Smontaggio

Per smontaggio intendiamo tutte le fasi (di fine esercizio) che seguono dopo l’ultimo utilizzo della cassaforma.

Immagine a colori che mostra una cassaforma verticale prefabbricata componibile

Cassaforma verticale prefabbricata componibile

Manutenzione

Il controllo e la manutenzione della cassaforma devono essere eseguiti da parte di personale qualificato.
Per la superficie a contatto con il calcestruzzo occorre verificare:

  • lo stato dei fori;
  • il distacco dello strato superficiale;
  • la presenza di ammaccature, abrasioni, incisioni e rigature;
  • la planarità e le deformazioni permanenti;
  • il degrado del materiale (per esempio corrosione, danni per esposizione ai raggi UV);
  • la rottura/distacco dei collegamenti (per esempio: saldature, bullonature);
  • i danni dovuti a fonti di calore o saldature;
  • l’adesione di pasta cementizia non rimovibile.

Per gli elementi resistenti, di vincolo, di stabilizzazione, di connessione occorre verificare:

  • la presenza di rotture e/o lesioni;
  • la presenza di ammaccature;
  • la deformazione permanente;
  • la perdita di resistenza dovuta a fonti di calore;
  • la perdita di resistenza dovuta a saldature;
  • l’otturazione dei fori destinati ad alloggiare gli elementi di vincolo;
  • la perdita di funzionalità (per esempio regolazione, fissaggio);
  • il degrado del materiale (per esempio corrosione, danni per esposizione ai raggi UV);
  • la rottura e/o il distacco dei collegamenti (per esempio saldature, bullonature).

Per gli accessori di sollevamento occorre verificare:

  • la presenza di rotture e/o lesioni;
  • la presenza di ammaccature;
  • la deformazione permanente;
  • la perdita di funzionalità;
  • la presenza della marcatura prevista dalla legislazione vigente;
  • la eventuale manomissione degli accessori di sollevamento;
  • il degrado del materiale (per esempio corrosione, danni per esposizione ai raggi UV);
  • la rottura e/o il distacco dei collegamenti (per esempio saldature, bullonature).

Per le attrezzature di servizio e di protezione e per quelle di accesso occorre verificare:

  • la presenza di rotture e/o lesioni;
  • la presenza di ammaccature;
  • la deformazione permanente;
  • la perdita di funzionalità;
  • il degrado del materiale (per esempio corrosione, danni per esposizione ai raggi UV);
  • la rottura e/o il distacco dei collegamenti (per esempio saldature, bullonature).

Riferimenti normativi

Nel dlgs 81/2008 le casseforme vengono trattate specificamente negli artt. 142, 143, 144 e 145 dove si parla di “armature” e nel comma 1 dell’articolo 112 (opere provvisionali).

 

Clicca qui per scaricare la guida INAIL

 

edilus
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