Cassazione: i casi di revoca o sospensione della demolizione dell’opera abusiva

Ok alla revoca dell’ordine di demolizione dell’opera abusiva se all’immobile è conferita un’altra destinazione o si è provveduto alla sanatoria

L’ordinanza di demolizione di opere abusive può essere revocata solo in caso di modifica della destinazione delle opere cui si riferisce; può essere invece sospesa se, in brevissimo tempo, verrà adottato dall’autorità amministrativa o giurisdizionale un provvedimento in contrasto con il detto ordine di demolizione.

Il chiarimento arriva dai giudici di Cassazione con l’ordinanza n. 9210/2019.

Il caso

Il caso in esame riguarda il ricorso di un cittadino contro l’ordinanza del Tribunale di Torre Annunziata che rigettava l’istanza di sospensione dell’ingiunzione a demolire proposta dal privato, proprietario dell’immobile abusivo.

Contro tale provvedimento, il proprietario ha proposto ricorso per Cassazione, chiedendone l’annullamento lamentando vizio di violazione di legge e mancata assunzione di prove.

A detta dei giudici di Cassazione il ricorso è inammissibile in quanto si fonda su motivi generici e manifestamente infondati.

Revoca o sospensione dell’ordine di demolizione

La Cassazione chiarisce, inoltre, quali sono i casi in cui è possibile revocare o sospendere l’ordine di abbattimento di edifici realizzati abusivamente, ossia senza titolo edilizio.

Secondo l’orientamento giurisprudenziale della Corte:

l’ordine di demolizione delle opere abusive emesso con la sentenza penale passata in giudicato può essere revocato esclusivamente se risulta assolutamente incompatibile con atti amministrativi o giurisdizionali resi dalla autorità competente, e che abbiano conferito all’immobile altra destinazione o abbiano provveduto alla sua sanatoria (Sez. 3, 16 aprile 2002, Cassarino, m. 221.974).

In caso di altra destinazione, quindi, l’abbattimento del manufatto non sarebbe sensato data la preventiva modifica dello stato della costruzione.

Mentre può essere sospeso solo quando sia ragionevolmente prevedibile, sulla base di elementi concreti, che, nel giro di brevissimo tempo, sia adottato dall’autorità amministrativa o giurisdizionale un provvedimento che si ponga in insanabile contrasto con il detto ordine di demolizione, non essendo invece sufficiente una mera possibilità del tutto ipotetica che si potrebbe verificare in un futuro lontano o comunque entro un tempo non prevedibile ed in particolare la semplice pendenza della procedura amministrativa o giurisdizionale, in difetto di ulteriori concomitanti elementi che consentano di fondare positivamente la valutazione prognostica 

In pratica, si può ricorrere alla sospensione dell’ordine di demolizione solo in presenza di elementi concreti che prevedano in tempi brevi l’adozione di un provvedimento che si porrà in contrasto con l’abbattimento, o in presenza di una istanza di condono/sanatoria. Il ricorso a ipotetici provvedimenti da eseguirsi in tempi lontani e non prevedibili non è ammesso.

Nel caso in esame, non era stato emesso alcun provvedimento di sanatoria né erano pendenti procedimenti di sanatoria: il ricorso è pertanto respinto.

 

Clicca qui per scaricare l’ordinanza n. 9210/2019

 


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