Carrelli semoventi a braccio telescopico e prima verifica periodica

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Ecco la nuova pubblicazione Inail dedicata alla prima verifica periodica di carrelli semoventi a braccio telescopico

Dopo la pubblicazione della guida sugli apparecchi di sollevamento trasferibili (come gru e paranchi), la serie delle pubblicazioni Inail dedicate alla prima verifica periodica delle attrezzature meccaniche di lavoro si arricchisce di un nuovo contributo, questa volta dedicato ai carrelli semoventi a braccio telescopico.

La guida Inail sui carrelli semoventi

La guida è curata dai ricercatori e tecnologi del Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit), ed è completa di riferimenti normativi e di appendici su liste di controllo e documentazione.

La verifica per assicurare la corretta manutenzione

Il volume descrive caratteristiche e funzioni dei carrelli semoventi a braccio telescopico, soffermandosi poi in dettaglio sulle singole fasi dell’attività tecnica di prima verifica periodica, cioè la compilazione della scheda tecnica dell’attrezzatura e la redazione del verbale di verifica.

Si tratta di un adempimento previsto dall’articolo 71, comma 11, del dlgs n. 81/2008, che prescrive il controllo regolare delle attrezzature di lavoro elencate nell’allegato VII per valutarne stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza.

I carrelli a cui si applica la verifica

I carrelli semoventi a braccio telescopico si suddividono in due categorie:

  • quelli a braccio fisso
  • quelli a braccio girevole.

Nella prima rientrano quelli dotati di uno o più bracci articolati, telescopici o meno, senza rotazione o con movimento di rotazione di non più di 5° su entrambi i lati dell’asse longitudinale del carrello utilizzato per impilare i carichi.

Della seconda fanno parte i carrelli elevatore a portata variabile con una struttura superiore che può ruotare attorno ad un asse verticale del telaio con un movimento circolare maggiore di 5° su entrambi i lati dell’asse longitudinale del carrello.

Per entrambe le categorie, è bene sottolineare che l’aspetto caratterizzante della verifica di questi apparecchi è il sistema telescopico, e questo esclude l’applicazione del regime di verifica periodica ai carrelli industriali a forche, più noti come muletti. Questa esclusione si applica in quanto queste macchine non sono carrelli semoventi a braccio telescopico ovvero generalmente assimilabili ad apparecchi di sollevamento materiali, poiché il carico viene appoggiato sulle forche e non è in grado di oscillare.

La comunicazione di messa in servizio

Secondo il decreto ministeriale, il datore di lavoro che possiede un carrello semovente a braccio telescopico deve dare comunicazione della sua immatricolazione/messa in servizio all’unità operativa territoriale dell’Inail.

Dal 2019, la comunicazione di messa in servizio di un’attrezzatura di lavoro va inoltrata esclusivamente utilizzando il servizio telematico Civa, che permette la gestione informatizzata della richiesta e le sue integrazioni nel tempo.

In seguito a questo primo adempimento, sempre attraverso il servizio Civa il datore di lavoro richiede all’unità operativa territoriale Inail competente la prima delle verifiche periodiche previste per i carrelli semoventi a braccio telescopico.

La richiesta deve contenere l’indirizzo completo presso cui si trova l’attrezzatura di lavoro, i dati fiscali del datore di lavoro (sede legale, codice fiscale, partita Iva) e i suoi recapiti, i dati identificativi dell’attrezzatura di lavoro, l’indicazione del soggetto abilitato ad effettuare il controllo, la data della richiesta.

Dalla data di ricevimento della richiesta parte il computo dei 45 giorni entro cui l’Inail può intervenire, effettuando direttamente la verifica o incaricando la Asl o l’Arpa, oppure affidando il servizio al soggetto abilitato indicato dal datore di lavoro nella richiesta.

Le singole fasi: scheda tecnica, verifica, verbale conclusivo

Come analizzato e descritto analiticamente nella pubblicazione, con la prima verifica periodica si accerta la conformità dell’attrezzatura a quella di fabbricazione, lo stato generale di manutenzione e conservazione, il mantenimento delle condizioni di sicurezza previste in origine dal fabbricante e quelle specifiche dell’attrezzatura di lavoro, l’efficienza dei dispositivi di sicurezza e di controllo.

La prima verifica comprende quindi la redazione della scheda tecnica di identificazione del macchinario, la verifica dell’attrezzatura e la redazione del verbale finale dell’avvenuto controllo.

 

Clicca qui per scaricare la guida Inail

 

certus

 

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