Caro ferro” e “revisione dei prezzi”: un po’ di chiarezza

L’attività di aggiornamento dei prezzi contrattuali, in relazione al protrarsi dei lavori nel tempo, è stata a lungo permessa dalla normativa sui lavori pubblici ed è stata, senz’altro, una delle più evidenti motivazioni della lievitazione degli importi delle opere pubbliche; per questa ragione il Legislatore, con l’introduzione del nuovo ordinamento dei Lavori Pubblici, non ha più consentito la revisione dei prezzi.

L’attività di aggiornamento dei prezzi contrattuali, in relazione al protrarsi dei lavori nel tempo, è stata a lungo permessa dalla normativa sui lavori pubblici ed è stata, senz’altro, una delle più evidenti motivazioni della lievitazione degli importi delle opere pubbliche; per questa ragione il Legislatore, con l’introduzione del nuovo ordinamento dei Lavori Pubblici, non ha più consentito la revisione dei prezzi.
Nel corso del 2004, a seguito di un eccezionale (ed abnorme) aumento del prezzo dell’acciaio da costruzione, che risultava eccessivamente penalizzante per le imprese, è stata apportata una modifica all’art. 26 della L. Merloni.

La legge Finanziaria 2005, infatti, ha modificato l’art. 26 della Legge Quadro, allo scopo di tutelare le imprese da aumenti anomali dei materiali da costruzione.
La suddetta Legge, al comma 550 dell’art. 1, stabilisce che, qualora il prezzo dei singoli materiali da costruzione subisca una variazione (in aumento o in diminuzione) superiore al 10% del prezzo individuato dal Ministero delle Infrastrutture ogni anno con un apposito provvedimento, il prezzo appaltato di tali materiali dovrà essere variato (in aumento o in diminuzione) della percentuale eccedente il 10%.

Le procedure (aspetti organizzativi e modalità) per il rilevamento delle variazioni percentuali annuali dei prezzi dei materiali da costruzione sono contenute nel D.M. Infrastrutture 14 aprile 2005, in attuazione delle citate disposizioni della Legge Finanziaria 2005.

I prezzi sono rilevati, in ambito regionale, dai Servizi Integrati Infrastrutture e Trasporti (SIIT) e successivamente trasmessi ad una Commissione centrale presso il Ministero delle Infrastrutture.
I SIIT devono accertare che l’incremento annuale percentuale del prezzo del materiale da costruzione sia superiore al tasso di inflazione, per l’anno oggetto delle rilevazioni, registrato dall’indice generale nazionale ISTAT dei prezzi al consumo.

La Commissione Centrale deve procedere alla formazione dell’elenco contenente le variazioni dei prezzi per tutto il territorio nazionale entro il 10 giugno; in base a tale elenco, entro il 30 giugno di ogni anno, deve essere pubblicato l’elenco dei materiali che hanno subito aumenti eccezionali (art. 26, comma 4-quater L. 109/94).

I primi frutti del lavoro della Commissione Centrale, contenuti nel D. M. “Rilevazione dei prezzi medi per l’anno 2003 e delle variazioni percentuali annuali per l’anno 2004, relativi ai materiali da costruzione più significativi, ai sensi dell’articolo 26, commi 4-bis, 4-quater e 4-quinquies, della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e s.m.i.”, sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 154 del 5 luglio 2005.
Tale provvedimento contiene l’elenco dei 13 materiali interessati per l’anno 2004, riportati nella seguente tabella.

  Materiali Prezzo medio 2003 (euro al kg) Variazione percentuale annuale 2004
1 Ferro acciaio tondo per c.a. 0,283 41,30
2 Rete elettrosaldata 0,328 41,30
3 Ferro aprofilato freddo 0,380 41,16
4 Lamiere in ferro o acciaio di qualsiasi spesso, lisce, piane, ondulate, compresa barriera di sicurezza 0,384 29,61
5 Lamiere zincate di qualsiasi spessore, lisce, piane, ondulate, comprese barriere di sicurezza 0,390 25,70
6 Ghisa fusa 0,210 28,16
7 Profilati in acciaio laminati a caldo, di qualsiasi spessore anche centinati 0,360 39,42
8 Tubazioni in ferro senza saldatura per armature di interventi geostrutturali 0,700 18,57
9 Tubazioni in acciaio saldato 0,700 17,14
10 Tubazioni in acciaio nero 1,245 17,38
11 Acciaio armonico in trefoli, frecce e fili metallici 0,625 33,93
12 Fili rame conduttori ø 0,5 mm 2,798 33,30
13 Conduttori e tubi in rame 9,084 20,29

Come procedere alla determinazione dei rimborsi?
Tutti gli elementi necessari per la determinazione dei compensi spettanti alle imprese sono contenuti nella Circolare 4 agosto 2005 n. 871 del Ministero delle Infrastrutture.
In tale documento, infatti, viene dettagliatamente illustrata la procedura per la determinazione dell’ammontare della compensazione.
Si chiarisce, ad esempio, che sono esclusi dalla compensazione i lavori contabilizzati nell’anno solare di presentazione dell’offerta, e che alle compensazioni non deve essere applicato il ribasso d’asta né può essere applicato l’istituto della riserva.
Si precisa, inoltre, che la variazione in percentuale che eccede il 10% deve essere applicata al prezzo rilevato dal Ministero delle Infrastrutture (relativo all’anno solare di presentazione dell’offerta).
Il procedimento per il riconoscimento dei rimborsi deve essere attivato dall’appaltatore mediante apposita istanza alla Stazione Appaltante.
Quest’ultima, per il tramite del Direttore dei Lavori, provvede a verificare l’effettiva maggiore onerosità sostenuta dall’appaltatore, comprovata da adeguata documentazione (fatture di acquisto, etc.).
Può verificarsi che:

  1. l’incremento dei costi sostenuti dall’appaltatore è inferiore (percentualmente) alla variazione riportata nel D.M. annuale;
  2. l’incremento dei costi sostenuti dall’appaltatore è superiore (percentualmente) alla variazione riportata nel D.M. annuale.

Nel primo caso all’appaltatore va riconosciuta la compensazione nei limiti dei maggiori costi sostenuti (per la parte eccedente il 10%).
Nel secondo caso, invece, la compensazione è riconosciuta nel limite massimo pari alla variazione riportata nel DM annuale (per la parte eccedente il 10%).
Nel caso di materiali che subiscano diminuizioni la procedura è avviata d’ufficio dalla stazione appaltante entro 90 giorni dalla data di pubblicazione del D.M. annuale.
È compito del Direttore dei Lavori accertare, per ciascun singolo materiale individuato dal Ministero delle Infrastrutture, le quantità contabilizzate nell’anno solare precedente all’emanazione del DM annuale, sia per le opere contabilizzate a misura che per quelle contabilizzate a corpo.

Un esempio concreto
Consideriamo un lavoro con offerta presentata nel corso del 2003 (ovvero in anni precedenti) per il quale siano state contabilizzate delle opere in conglomerato cementizio armato con barre di acciaio ad aderenza migliorata tipo Feb44k.
Il direttore dei lavori, dall’esame del registro di contabilità, accerta che nel corso del 2004 è stata contabilizzata una quantità di tale materiale pari a Q (espressa in kg).
Per tale materiale il DM 30.06.2005 ha individuato un prezzo medio per il 2003 pari a euro 0,283 (PMF nel seguito) ed una variazione percentuale (nel corso del 2004) pari al 41,30%.
Per determinare l’ammontare massimo della compensazione occorre depurare tale percentuale della “franchigia” del 10% prevista del comma 550 dell’art. 1 della Legge Finanziaria 2004 ed applicare la differenza al prezzo medio 2003 rilevato dal ministero (euro 0,283 ) in questo caso.

   %MC = 41,30% – 10,00% = 31,30%
   PMF = euro 0,283 (euro/kg)
   MCU = %MC x PMF = 31,30% x euro 0,283 = euro 0,0886 /kg
   MC = MCU x Q = euro 0,0886 /kg x Q = (supponendo Q = 10000 kg) euro 0,0886 /kg x 10000= euro 886

%MC = Percentuale Massima Compensazione – Percentuale da applicare al prezzo medio del singolo materiale da costruzione per determinare la massima compensazione ottenibile dall’appaltatore.
PMF = Prezzo medio del materiale rilevato dal Ministero delle Infrastrutture e contenuto nel DM di pubblicazione annuale.
MCU = Massima compensazione ottenibile dall’impresa per quantità unitaria del materiale considerato.
MC = Massima compensazione ottenibile dall’impresa per il materiale considerato.

Supponiamo che l’appaltatore abbia pagato l’acciaio (nel corso del 2004) mediamente euro 0,35/kg, con un incremento percentuale pari al 23,67% , inferiore quindi a quello rilevato dal Ministero.
In tal caso all’appaltatore spetta la compensazione pari a:

   C = (23,67% – 10, 00%) x euro 0,283 (euro/kg) x Q = 13,67% x euro 0,283 (euro/kg) x Q =
      = 0.0387 (euro/kg) x Q = (supponendo Q = 10000 kg) euro 387,00

C = Compensazione spettante all’impresa per il materiale considerato.

Nel caso in cui , al contrario, l’appaltatore abbia sostenuto incrementi percentualmente superiore a quelli rilevati dal Ministero (ad esempio pagando un prezzo medio pari a euro 0,50/kg con un icremento percentuale pari al 77%) si vedrà riconosciuta soltanto la compensazione massima prevista per legge (pari, nel caso in esame, a 0,886 euro/kg).

Occorre sottolineare che il Legislatore ha voluto porre più volte l’accento sul carattere di eccezionalità di tale procedura, ritenendo che delle variazioni dei prezzi dei materiali si debba tener conto attraverso continui aggiornamenti dei tariffari di riferimento.
L’art. 26 della Legge Quadro (come modificato dal citato comma 550), infatti, introduce l’obbligo, per gli enti, di rivedere annualmente i prezzari “con particolare riferimento alle voci di elenco correlate a quei prodotti destinati alle costruzioni, che siano stati soggetti a significative variazioni di prezzo legate a particolari condizioni di mercato”.
In mancanza di tale revisione “i prezzari cessano di avere validità il 31 dicembre di ogni anno e possono essere transitoriamente utilizzati fino al 30 giugno dell’anno successivo per i progetti a base di gara la cui approvazione sia intervenuta entro tale data”.

 

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