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Come si redige il Capitolato Informativo nella metodologia BIM: in inchiesta pubblica la UNI 11337-6

La metodologia BIM si arricchisce di un nuovo progetto di norma, UNI 11337-6  per la redazione del “Capitolato informativo” (Employer Information Requirement – EIR)

Il 26 gennaio 2017 sono state pubblicate le prime tre parti della norma UNI 11337 relativa alla “gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni” e che, pertanto, diventano ufficialmente normativa tecnica italiana: si tratta delle UNI 11337-1, UNI 11337-4, UNI 11337-5:

Le nuove norme

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Dal giorno 17 gennaio è stata resa disponibile, in inchiesta pubblica, anche una quarta parte della UNI 11337, UNI 11337-6, recante un esempio di “Capitolato Informativo” (l’anglosassone EIREmployer Information Requirement).

Trattandosi di un Rapporto Tecnico e non di una norma vera e propria, è disponibile sul sito UNI (sezione “Normazione” // “UNI inchiesta pubblica finale”) per eventuali osservazioni solo fino al 6 febbraio 2017.

Il progetto di norma UNI1602357 (la futura UNI 11337-6)

Il progetto di norma UNI1602357 (la futura UNI 11337-6)

Si segnala che il 20 gennaio, nell’ultima riunione del gruppo di lavoro UNI/CT 033/GL05 (Codificazione dei prodotti e dei processi in edilizia) che si sta occupando dello sviluppo della 11337, ha preso il via la discussione su un’ulteriore parte, la parte 8, relativa al coordinamento con la normativa ISO CEN 19650 in via di approvazione.

Di seguito il quadro aggiornato relativo allo sviluppo delle varie parti della Norma UNI 11337:

 

 

UNI 11337 – Edilizia e opere di ingegneria civile – Gestione digitale dei processi informativi

Parte Titolo Assumerà
il numero di norma:
Codice Progetto Numero Norma definitivo
1 Modelli, elaborati e oggetti informativi UNI 11337-1:2017
2 Criteri di denominazione e classificazione
di modelli, prodotti e processi
UNI 11337-2
3 Modelli di raccolta, organizzazione e archiviazione dell’informazione tecnica per i prodotti da costruzione
(schede informative digitali per prodotti e processi)
UNI 11337-3
4 Evoluzione e sviluppo informativo
di modelli, elaborati e processi
UNI 11337-4:2017
5 Flussi informativi nei processi digitalizzati UNI 11337-5:2017
6 Linee Guida per la redazione  del capitolato informativo UNI/TR 11337-6:2017 UNI1602357
7 Requisiti di conoscenza, abilità e competenza per le figure coinvolte nella gestione digitale dei processi informativi UNI 11337-7
8 Processi integrati di Gestione delle Informazioni e delle Decisioni UNI 11337-8

 

Si sottolinea, inoltre, che la UNI 11337-1:2017 sostituisce la precedente UNI 11337:2009 che, pertanto, è da considerarsi superata.

 

Inoltre l’avviarsi verso la conclusione dei lavori della “Commissione Baratono“, istituita presso il MIT – vedi art. Commissione Baratono presso il MIT: dal 2019 (a regime dal 2022) appalti con il BIM per le opere sopra i 100 milioni , la cui ultimazione è prevista entro la fine del mese di febbraio – la diffusione da parte del MIT di una prima bozza del “Decreto Livelli di Progettazione”, la prossima diffusione della ISO 19650 e la notizia che giunge dalla Gran Bretagna dell’avviamento della revisione della PAS 1192-2:2013, danno la cifra di un fermento sempre più profondo che sta investendo l’intero mondo delle costruzioni.

Il progetto di Norma UNI 1602357 (la futura UNI 11337-6)

Lo scopo della parte 6 della UNI 11337 è quello di fornire indicazioni procedurali e uno schema generale del “Capitolato Informativo”, documento già introdotto nei suoi aspetti essenziali nella UNI 11337-5.

L’esempio proposto non è  ovviamente esaustivo, essendo tale documento da redigere a cura del Committente secondo le sue finalità di economicità, efficienza e efficacia del processo.

Tale aspetto viene ulteriormente sottolineato facendo rilevare come il “Capitolato Informativo” sia da considerarsi come un documento contrattuale di commessa tra un soggetto proponente (Committente) e un soggetto contraente (Affidatario).

La struttura di “Capitolato informativo” proposta dalla norma è organizzata in quattro parti:

  • I – Premesse
  • II – Riferimenti normativi
  • III – Sezione tecnica
  • IV – Sezione gestionale

Le “Premesse” e i “Riferimenti Normativi”: le informazioni generali

Nelle “Premesse” si suggerisce anzitutto di fornire le informazioni relative alle “identificazione del progetto” in cui indicare la denominazione del committente e il titolo del progetto, la tipologia d’intervento e una sua descrizione, la localizzazione geografica dell’intervento e indicazioni spaziali di massima dell’opera o delle sue parti, e di specificare la fase dell’incarico secondo la suddivisione proposta nella UNI 11337-1.

– Processo informativo delle costruzioni

Processo informativo delle costruzioni

 

Le “Premesse” dovranno contenere, inoltre, una “Introduzione” dove il Committente potrà stabilire l’ambito di applicazione del Capitolato Informativo (modalità d’uso, caratteristiche generali dei soggetti affidatari)  e una sezione “Acronimi e glossario” in cui andranno chiariti univocamente i termini principali specifici utilizzati all’interno del “Capitolato informativo”. A questo scopo possono essere utilmente richiamate le definizioni fornite nelle varie parti  della Norma UNI 11337.

I “Riferimenti Normativi” dovranno contenere i riferimenti legislativi e normativi di carattere informativo che il Committente desidera vengano rispettati dall’Affidatario; inoltre potrà esplicitamente richiamare anche i dettati legislativi e normativi in materia edilizia, urbanistica, sicurezza, ecc.

La “Sezione Tecnica”: i requisiti tecnici del sistema di informatizzazione

Questa sezione, che è proposta organizzata nei seguenti 9 punti, è finalizzata alla definizione di tutti gli aspetti tecnici relativi al flusso informativo.

Anzitutto andranno indicate le “Caratteristiche tecniche e prestazionali dell’infrastruttura hardware e software” in cui, separatamente e/o in forma tabellare, il Committente richiede all’Affidatario di precisare le proprie dotazioni.

L’Affidatario, in ragione degli obiettivi fissati dal Committente e/o richiesti dalla disciplina in questione, dovrà dichiarare nell’ “offerta per la Gestione Informativa” (oGI) e poi nel “piano per la Gestione Informativa” (pGI) (equivalenti degli anglosassoni “BIM Execution Plan pre-contract award” (BEP pre-contract award) e  “BIM Execution Plan” (BEP) ) le caratteristiche dell’hardware e la tipologia di software che intenderà mettere a disposizione:

 

Esempio di infrastruttura Hardware

Obiettivo Specifiche del …
Processazione dati Processore
Archiviazione temporanea dai dati memoria di archiviazione
Archiviazione di backup memoria di archiviazione
Trasmissione dati Rete
Visualizzazione dati Monitor
Risoluzione grafica Scheda
…. ….
Altro Altro

 

Esempio di tipologia Software

Ambito Disciplina Software Compatibilità
con formati aperti
Progettazione
architettonica
Modellazione BIM [Indicazione dei software messi a disposizione, con precisazione della loro tipologia e versione] IFC, …
Computo  metrico xls, csv, …
Rendering
Progettazione

strutturale

Modellazione BIM
Analisi e calcolo
Progettazione
impiantistica
Modellazione BIM
Analisi energetica
Model e Code checking Aggregazione modelli in IFC
Controllo interferenze
Controllo incoerenze
Gestione cantiere Programmazione dei lavori
Manutenzione
Programmazione

 

Naturalmente, preferibilmente con la medesima forma tabellare, nel successivo punto “Infrastruttura del committente interessata e/o messa a disposizione” sarà il Committente a dichiarare la propria dotazione tecnica che riterrà di mettere a disposizione all’Affidatario durante lo sviluppo della prestazione richiesta.

Qualora il Committente decida di richiedere all’Affidatario l’approntamento di infrastrutture hardware e/o software per la condivisione dei dati digitali e non digitali, nel punto “infrastruttura richiesta all’affidatario per l’intervento specifico” potrà precisarne le caratteristiche.

Ad esempio potranno qui essere indicate la specifiche dell’ ACDat (“Ambiente di Condivisione Dati”, equivalente al britannico “Commond Data Environment” (CDE) ), del tipo di collegamento ad internet ritenuto adeguato a consentire l’accesso in tempo reale alla committenza e/o agli operatori aventi diritto, delle caratteristiche del “server” destinato ad accogliere/gestire i documenti digitali; o anche le caratteristiche (fisiche, ubicative, di accesso, ecc.) di un ambiente per l’archiviazione dei documenti non digitali ACDoc (“Ambiente di Condivisione Documenti”, equivalente al britannico “Data Room”).

Per quanto concerne il formato dei file che dovranno essere scambiati tra il Committente e l’Affidatario, questo è oggetto dei punti “Formati di fornitura dati messi a disposizione inizialmente dal committente” e “Fornitura e scambio dati” in cui viene distinta la fase di avvio, in cui è il Committente stesso a dover fornire informazioni, da quella di sviluppo dell’incarico dove il flusso dei dati è di tipo bidirezionale.

Anche in questo caso l’utilizzo di tabelle può rendere più semplice e circostanziata la comprensione tra le parti: la tabella che segue potrà essere utilizzata per entrambi i casi, allo scopo di precisare separatamente i due aspetti.

 

Formato dati di scambio da utilizzare

Obiettivo Formato Note
Aperto Proprietario
Modellazione BIM IFC
Rappresentazione grafica 2D
Revisione modelli e analisi interferenze
Attività di computazione
Attributi di manutenzione e gestione
Altri documenti digitali
Documenti di testo
Presentazioni
Programmazione
Altri

 

Si noti che per l’utilizzo di formato file non proprietari, come nel caso del formato IFC, il Committente potrebbe ritenere opportuno precisare i “set di proprietà” che gli oggetti presenti nei modelli veicolati devono possedere, anche in attinenza alla specifica fase del processo cui i modelli stessi sono correlati (come vedremo più avanti).

Si sottolinea come tali requisiti debbano essere comunque garantiti anche dai formati file proprietari, ma evidentemente, la loro verifica non può essere effettuata direttamente in tali  formati (chiusi).

La tabella che segue suggerisce una comoda modalità di lavoro nel caso di formati IFC

 

Esempio modulo per dati IFC

Tipologia  elemento
formato  proprietario
Classe IFC Set di proprietà richieste
Muratura IfcWall Codifica progetto
Codifica oggetto
Area
Livello Superiore
Livello inferiore
Altro

 

Nel punto “Sistema comune di coordinate specifiche di riferimento”, il committente potrà indicare il sistema comune di riferimento per tutti modelli grafici; inoltre è qui che potrà essere possibile precisare anche il sistema di unità di misura da utilizzare.

Ma anche le modalità di inserimento di specifici oggetti nei vari modelli potranno/dovranno essere precisate dal Committente all’Affidatario, nel  paragrafo “Specifica per l’inserimento di oggetti”.

Ed anche in questo caso si suggerisce l’utilizzo della forma tabellare:

 

Sistema di riferimento relativi

Oggetto Specifica
Muri Tutti i muri dovranno essere modellati come elementi discreti con vincoli ai diversi livelli di riferimento definiti
Elementi orizzontali Tutti gli elementi orizzontali a meno dei tetti e degli strati di finitura successivamente definiti dovranno essere associati al livello di riferimento in cui giacciono
Strati di finitura di soffitto e controsoffitti Tutti gli strati di finitura dei solai posti all’intradosso ed i controsoffitti dovranno essere associati al livello/ambiente a loro sottostante
Arredi Tutti gli arredi devono essere associati al livello in cui sono posizionati

 

Si noti come è in questo punto che il Committente dovrà precisare all’Affidatario il sistema di classificazione e denominazione di ciascun oggetto costituente i modelli.

Quando disponibile, potrà utilizzarsi anche la UNI 11337 parte 2, attualmente in fase di elaborazione presso il già citato gruppo di lavoro.

Nell’ottavo paragrafo proposto, “Specifica di riferimento dell’evoluzione informativa del processo dei modelli e degli elaborati”, il Committente dovrà definire i passi dell’evoluzione informativa del processo e, correlati ad essi, quella dei relativi modelli ed elaborati.

Ad esempio, nel caso più generale, sarà possibile fare riferimento agli stati e fasi indicati nella UNI 11337-1 e riportati nella precedente figura 2: il livello di sviluppo dei Modelli ed Elaborati previsti per ciascun step dovrà avere una dotazione informativa almeno pari agli obiettivi della fase a cui sono correlati.

Nel caso di opera pubblica, invece, si potrà fare riferimento agli step previsti dal vigente “Codice Appalti”, rimodulando adeguatamente il livello di sviluppo dei Modelli e Elaborati da utilizzarsi.

Infine, nel nono e ultimo punto proposto “Competenze di gestione informativa dell’affidatario” il Committente richiede all’Affidatario l’esplicitazione di un significativo estratto delle esperienze pregresse in merito ai metodi di gestione informativa. Anche in questo caso viene proposta la via tabellare:

 

Esperienze pregresse dell’affidatario in ambito di gestione informativa

Progetto N. …
Denominazione progetto
Tipo di intervento
Attività professionale svolta
Descrizione sintetica del progetto
Localizzazione geografica del progetto
Costo opera
Onorario prestazione
Altro

La norma precisa la facoltà del Committente a richiedere all’Affidatario, nel caso di assenza di esperienze pregresse (situazione riscontrabile non di rado nel presente periodo di avviamento dell’adozione della metodologia BIM), di dichiarare in che modo intenda procedere con la formazione del proprio personale per quanto concerne la gestione informativa.

Riassumendo, la “Sezione tecnica”, viene proposta organizzata come di seguito:

  1. Caratteristiche tecniche e prestazionali dell’infrastruttura hardware e software
  2. Infrastruttura del committente interessata e/o messa a disposizione
  3. Infrastruttura richiesta all’affidatario per l’intervento specifico
  4. Formati di fornitura dati messi a disposizione inizialmente dal committente
  5. Fornitura e scambio dati
  6. Sistema comune di coordinate specifiche di riferimento
  7. Specifica per l’inserimento di oggetti
  8. Specifica di riferimento dell’evoluzione informativa del processo dei modelli e degli elaborati
  9. Competenze di gestione informativa dell’affidatario

In conclusione, vale la pena sottolineare nuovamente come la strutturazione proposta, pur se organicamente concepita, costituisce anzitutto una modalità operativa per portare in conto gli aspetti fondamentali nella redazione del “Capitolato Informativo”.

In altre parole la norma indica quelli che sono i contenuti minimi da non dimenticare, ma si tenga presente che tale documento caratterizza fortemente la Committenza e le proprie professionalità e, dal punto di vista dell’intervento da realizzare, individua compiutamente (sin dalla fase iniziale) quelli che saranno gli aspetti che saranno sviluppati durante l’intera commessa.

In un successivo intervento, affronteremo l’ultima parte del “Capitolato informativo”, vale a dire la “Sezione gestionale”

 

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