CAMPI ELETTROMAGNETICI: DAL 30 APRILE IN VIGORE LE PRESCRIZIONI MINIME DI SICUREZZA

Con il D.lgs. 19 novembre 2007 l’Italia ha recepito la direttiva 2004/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici).

Con il D.lgs. 19 novembre 2007, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. XX dell’11 gennaio 2008, l’Italia ha recepito la direttiva 2004/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) modificando il decreto legislativo n. 626 del 1994 con l’introduzione del Titolo V-ter.
Tali disposizioni, che entreranno in vigore il 30 aprile 2008, riguardano la protezione dei lavoratori dai rischi per la salute e la sicurezza derivanti dall’esposizione ai campi elettromagnetici (da 0 Hz a 300 GHz) durante il lavoro.
In particolare esse riguardano i rischi dovuti agli effetti a breve termine della circolazione nel corpo umano di correnti indotte e dall’assorbimento di energia, nonché da correnti di contatto.
Il provvedimento non disciplina la protezione da eventuali effetti a lungo termine e non riguarda i rischi risultanti dal contatto con conduttori in tensione.
I datori di lavoro dovranno valutare e, quando necessario, misurare o calcolare i livelli dei campi elettromagnetici ai quali sono esposti i lavoratori.
La valutazione, la misurazione e il calcolo, come prescritto dall’articolo 49-sexiesdecies, dovranno essere effettuati in conformità alle norme europee standardizzate del Comitato europeo di normalizzazione elettrotecnica (CENELEC).
Il provvedimento individua “valori limite di esposizione” e “valori di azione” superati i quali scatta l’obbligo di adottare delle misure cautelative.
La valutazione deve essere programmata ed effettuata con cadenza almeno quinquennale da personale competente nell’ambito del servizio di prevenzione e protezione dai rischi.

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D.Lgs. 19 Novembre 2007, n. 25745 KbPDF
 
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