Buone notizie per le imprese: esenzione IRAP e credito d’imposta sugli affitti

?Stampa l'articolo o salvalo in formato PDF (selezionando la stampante PDF del tuo sistema operativo)
Stampa articolo PDF

Il decreto Rilancio prevede la cancellazione della prima rata IRAP ed un credito d’imposta al 60% sugli affitti d’immobili ad uso non  abitativo

Il 19 maggio 2020 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 128/2020 il decreto n. 34 “Rilancio” che prevede tutta una serie di misure per far fronte all’emergenza epidemiologica da Covid-19 sia dal punto di vista sanitario che dal punto di vista economico.

Buone notizie per le imprese; sono previsti, infatti:

  • esenzione del saldo Irap 2019
  • esenzione della prima rata dell’acconto Irap del 2020 (40%)
  • credito di imposta per gli affitti d’immobili ad uso non abitativo da parte di soggetti esercenti attività d’impresa.

Esenzione dal versamento del saldo dell’IRAP dovuta per il 2019

L’agevolazione riguarda l’esenzione dal versamento del saldo dell’IRAP dovuta per il 2019 e della prima rata, pari al 40 %, dell’acconto dell’IRAP dovuta per il 2020.

La misura varrà per le imprese con un volume di ricavi fino a 250 milioni di euro e ai lavoratori autonomi con un corrispondente volume di compensi.

Si specifica che rimane fermo l’obbligo di versamento degli acconti per il periodo di imposta 2019.

Il credito d’imposta per gli affitti d’immobili ad uso non abitativo

Con il decreto è istituito un credito d’imposta per per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che abbiano subito nei mesi di marzo, aprile e maggio una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente.

Il credito d’imposta sarà nella misura del 60 % dell’ammontare mensile del canone di locazione di immobili a uso non abitativo.

Gli immobili ad uso non abitativo riguarderanno le seguenti attività:

  • industriale;
  • commerciale;
  • artigianale;
  • agricola;
  • d’interesse turistico;
  • attinente all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo.

A chi spetta il credito?

Il credito spetta ai soggetti con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente.

Alle strutture alberghiere spetta indipendentemente dal volume di affari registrato nel periodo d’imposta precedente.

Il credito d’imposta erogato scende al 30% dei relativi canoni nel caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo.

Come utilizzare il credito

Tale credito d’imposta è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa ovvero in compensazione, successivamente all’avvenuto pagamento dei canoni, e non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Cessione del credito

Il credito può essere ceduto al locatore o al concedente o ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

 

Clicca qui per scaricare il testo del decreto Rilancio (dl n.34/2020) pubblicato in Gazzetta

 

impresus
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *