Caprarola (Viterbo), la città disegnata da Jacopo Barozzi (detto il Vignola)

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Alla scoperta dei borghi d’Italia, arroccato su uno sperone tufaceo nella conca vulcanica del lago di Vico si trova il Borgo di Caprarola (VT), nel Lazio

In Italia ci sono 7.978 Comuni, di cui ben il 70% conta meno di 5.000 abitanti; alcuni di questi sono poco conosciuti, ma proprio per questo ricchi di fascino.

Quale miglior occasione delle lunghe e spensierate serate estive per andare alla scoperta di un caratteristico e ricco di storia paesino italiano?

BibLus-net corre in vostro aiuto e quest’anno ha deciso di istituire un piccola rubrica, proponendo una carrellata di 30 meravigliosi borghi d’Italia.

Innanzitutto cos’è un borgo e perché viene definito tale?

Nei secoli passati la denominazione “borgo” era spesso riservata ai paesi di una certa importanza che possedevano un mercato ed una fortificazione. La presenza di queste strutture differenziava il borgo dal villaggio, dal paese e dalla borgata. Probabilmente in età longobarda il borgo, che sorge sempre al piano, alla confluenza di una o più valli, svolgeva una funzione amministrativa e giurisdizionale per tutta l’area afferente.

Il borgo che vi presentiamo oggi è Caprarola, un piccolo comune italiano di 5.480 abitanti, della provincia di Viterbo, nel Lazio, i cui dati identificativi sono i seguenti:

  • coordinate: 42°19′39″N 12°14′12″E
  • altitudine: 520 m s.l.m.
  • superficie: 57,58 Km2
  • patrono: Sant’Egidio abate
  • giorno festivo: 1° settembre
  • specialità: tozzetti

Caprarola (VT) – Lazio

Caprarola si trova nel versante sud dei Monti Cimini ad est rispetto al Lago di Vico, arroccata su uno sperone tufaceo è posta tra le vie consolari, ora strade statali, Cassia e Flaminia. Sul territorio comunale si erge il monte Fogliano. Per la bellezza dei luoghi è stata oggetto nel 1995 di studi della Scuola di Architettura del Principe Carlo d’Inghilterra.

Deve la sua struttura urbanistica grazie all’intervento architetto Jacopo Barozzi, detto il Vignola.

Andate a vedere la Fontana delle Tre Cannelle e quella delle Boccacce; fate un salto alla Chiesa di Santa Teresa, dove potrete ammirare alcune tele di Guido Reni e del Veronese, e per finire in bellezza visitate il pentagonale Palazzo Farnese, con i suoi affreschi e i rigogliosi giardini all’italiana, simbolo del borgo e luogo privilegiato per approfondirne la storia.

Quale modo migliore per conoscere la città più da vicino?

Gran parte dell’economia comunale è retta dall’agricoltura e, in particolare, dalla coltivazione della nocciola. Il territorio della Provincia di Viterbo risulta essere, infatti, il più grande produttore di nocciole d’Italia, grazie allo sviluppo tecnologico che è stato acquisito in tutte le fasi della produzione e della lavorazione.

[Fonti: Wikipedia , Skyscanner]

Di seguito proponiamo una galleria fotografica con le immagini più significative del posto:

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