Investimenti al top grazie al bonus recupero edilizio e riqualificazione energetica

Bonus recupero edilizio e riqualificazione energetica: nel dossier della Camera dei Deputati la stima dell’impatto delle misure di incentivazione aggiornate al 2018

Le detrazioni fiscali per il recupero edilizio e la riqualificazione energetica, oggetto di numerose proroghe nel corso degli anni, nonché di modifiche che hanno inciso sulle aliquote, sui limiti massimi di spesa, sulle categorie di interventi agevolabili, hanno da sempre avuto un forte impatto sul mercato ed in particolare nel settore dell’edilizia.

Le spese sostenute per la realizzazione di interventi di recupero edilizio (come: ristrutturazioni, restauro, risanamento ecc.) effettuati su edifici abitativi fruiscono di una detrazione fiscale, originariamente pari al 36%, che è stata aumentata al 50% per i lavori eseguiti entro il 31 dicembre 2018 (Vedi la guida alle ristrutturazioni edilizie, novembre 2018).

Anche le spese per interventi finalizzati alla riqualificazione energetica di fabbricati appartenenti a qualsiasi categoria, sia abitativi che strumentali, fruiscono di una detrazione fiscale, confermata dalla nuova legge di Bilancio 2019, che  si applica nella misura del 65% (Vedi lo speciale di BibLus-net).

Le leggi di Bilancio 2017 e 2018, oltre a prorogare l’applicazione delle detrazioni per i rispettivi anni, hanno introdotto importanti innovazioni con riferimento agli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche, i cui effetti allo stato non è risultato possibile quantificare in forma disaggregata, ma che sono compresi nel volume complessivo degli investimenti incentivati.

Ricordiamo, infatti, che il disegno di legge di bilancio 2019 (articoli 11 e 12), attualmente all’esame del Senato, prevede la proroga per tutto il 2019, delle detrazioni spettanti per le spese sostenute per gli interventi di efficienza energetica, ristrutturazione edilizia e sistemazione a verde di aree scoperte di immobili privati a uso abitativo.

Dossier Cresme

Al riguardo si segnala il dossier della Camera dei Deputati:

Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, una stima dell’impatto delle misure di incentivazione

Il documento è stato predisposto in collaborazione con il Cresme (Centro ricerche economiche sociali di mercato per l’edilizia e il territorio), su richiesta della Commissione Ambiente, e rappresenta l’aggiornamento degli studi precedenti a partire dal 2013.

Obiettivo

Il dossier ha lo scopo di fornire una stima dell’impatto delle detrazioni fiscali per il recupero e la ristrutturazione edilizia e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, aggiornando il dato a consuntivo relativo al 2017, mentre i dati riguardanti il 2018 si basano su proiezioni a partire dalle rilevazioni riguardanti i primi otto mesi dell’anno.

Contenuti

Il documento, oltre a fare il punto della situazione degli investimenti grazie ai bonus fiscali, contiene anche un’analisi circa l’articolazione Regione per Regione del ricorso agli incentivi per gli interventi di recupero edilizio e riqualificazione energetica, basata sui dati relativi agli importi portati in detrazione nelle dichiarazioni dei redditi dal 2010 al 2017.

Una prima parte riguarda:

  • Le detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio e la riqualificazione energetica: l’evoluzione normativa
  • Le detrazioni fiscali per interventi di recupero del patrimonio edilizio
  • Le detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica
  • L’attività parlamentare non legislativa

La seconda, a cura del Cresme, riguarda:

  • Il peso dell’attività di rinnovo del patrimonio esistente nel mercato delle costruzioni nel 2017
  • Stima dell’impatto degli incentivi fiscali in termini di investimenti nel periodo 1998-2018
  • Stima dell’impatto sull’occupazione degli investimenti incentivati fiscalmente nel periodo 2011-2018
  • Stima dell’impatto economico-finanziario degli incentivi fiscali nel periodo 1998-201

Chiude un’Appendice – Nota metodologica

  • La stima delle risorse investite
  • La stima dell’impatto economico-finanziario (capitolo 5)

I dati

Nel dossier aggiornato emerge che gli incentivi fiscali per il recupero edilizio e per la riqualificazione energetica hanno interessato dal 1998 al 2018:

  • 17,8 milioni di interventi, ossia oltre il 57% delle abitazioni italiane stimate dall’Istat (31,2 milioni)
  • per investimenti pari a 292,7 miliardi di euro

Il dato a consuntivo per il 2017 indica un volume di investimenti pari a 28 106 milioni di euro veicolati dagli incentivi, riconducibili a:

  • 3.724 milioni di euro per la riqualificazione energetica
  • 24.382 milioni di euro per il recupero edilizio

Invece, le previsioni per il 2018 indicano un volume di spesa complessivo pari a 28 587 milioni di euro, superiore ai livelli del 2017, di cui:

  • 3 549 milioni di euro per la riqualificazione energetica
  • 25 038 milioni per il recupero edilizio

I dati confermano, quindi, che le misure di incentivazione hanno attivato importanti volumi di investimenti a partire dal 2013, in corrispondenza della maggiorazione delle aliquote.

Dal documento emerge anche che le misure incentivanti e di incentivazione fiscale hanno avuto e continuano ad avere un rilevante impatto sull’occupazione: nel 2018 le stime parlano di  426 745 occupati (284 497 diretti e 142 248 nell’indotto).

Inoltre, i 202,4 miliardi di euro attivati dagli incentivi nel periodo 2011-2017 hanno attivato:

  • oltre 2 milioni di occupati diretti nel settore del recupero edilizio e della riqualificazione energetica
  • 1 milione di occupati indiretti nelle industrie e nei servizi collegati

 

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