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Bioedilizia, che cosa è? Una moda, una branca dell’Edilizia o semplicemente “il buon Costruire”?

Di Bioediliza si è tanto “parlato” ma, ad oggi, sembra essere ancora poco chiaro che cosa è e che cosa si propone tale disciplina.

Di Bioediliza si è tanto “parlato” ma, ad oggi, sembra essere ancora poco chiaro che cosa è e che cosa si propone tale disciplina.

  • Per sgombrare il campo da equivoci e al fine di orientarsi meglio fra le varie terminologie adottate riprendiamo insieme alcune definizioni che stanno alla base di una Architettura, cosiddetta, Sostenibile;
  • ARCHITETTURA: arte del costruire
  • BIO: a favore della vita
  • ECO: in equilibrio con l’ambiente
  • LOGICA: intelligente / razionale
  • NATURALE: secondo natura, che impara dalla natura
  • SOSTENIBILE: che soddisfa i bisogni dell’attuale generazione senza compromettere la possibilità per le generazioni future di soddisfare i propri
  • COMPATIBILE: che l’organismo umano e la natura possono sopportare

In particolare il suffisso “bio” si riferisce, semplicemente, alla presenza di “vita” in edilizia tale da considerare la “costruzione” come la terza pelle, vero e proprio organismo vivente.
Il termine “ecologico”, invece, è l’espressione del modo equilibrato con cui ciascun ambiente-costruito riesce a rapportarsi con quello che è l’ambiente in cui va ad inserirsi: ambiente concepito nel rispetto dell’uomo e realizzato in armonia con la natura.
Pertanto l’edificio ecologico sarà un manufatto edilizio di qualità caratterizzato dalla salubrità degli ambienti e da elevati livelli di benessere e comfort con il minor impatto ambientale possibile.
La Bioedilizia riserva particolare attenzione al rapporto con l’ambiente esterno (il sito, le condizioni climatiche locali, l’uso corretto delle risorse ambientali primarie e l’ottimizzazione energetica) come, anche, all’ambiente interno (inquinamento indoor da elettrosmog e radon, materiali ecc) ed ancora al contesto e alle aspettative sociali.
Progettare ecologicamente (necessità di programmare, progettare, realizzare e gestire interventi omogenei) significa porsi i seguenti obiettivi:

  • Uso di materiali naturali, disponibili in loco, atossici o che abbiano subito minimi processi di lavorazione (a basso consumo energetico).
  • Flessibilità della costruzione in virtù di possibili modifiche.
  • Efficienza energetica della costruzione (isolamento termico, illuminazione naturale, recupero e riuso acque piovane…) e utilizzo di tecnologie alternative compatibili con il sito e le condizioni microclimatiche locali.
  • Massima durabilità della costruzione.
  • Prevedere il recupero e riciclaggio futuro dei materiali.
  • Bellezza delle strutture e comfort naturale.
  • Il verde come un elemento di progetto.
  • Attenzione per l’intero ciclo vitale del manufatto edilizio preoccupandosi anche della gestione, manutenzione e della destinazione, dello stesso, a vita utile conclusa.

Una casa fatta con materiali naturali in quanto non danneggiano chi vi abita, non sono pericolosi per chi li produce, per chi li mette in opera e per chi li deve smontare e abbandonare, è una casa ecologica. Grande attenzione va riservata anche all’aspetto dell’inquinamento interno che , nei limiti del possibile, va eliminato riducendo ai minimi termini le fonti inquinanti poichè modificano la qualità dell’aria, producendo campi elettromagnetici artificiali o generando emissioni dannose.
L’obiettivo principale della progettazione Bioecologica è, dunque, la definizione di spazi per il vivere quotidiano che rappresentano le esigenze ed i bisogni di coloro che li andranno ad abitare.
La qualità ambientale dell’architettura chiede la riconsiderazione di alcuni parametri e punti di vista che devono essere a monte del programma di progetto:

  • il paesaggio quale parte integrante del progetto: non più semplice elemento decorativo di completamento e, tantomeno, sterile risposta a parametri numerici e quantitativi degli standard urbanistici, ma considerato come il tessuto connettivo delle funzioni della città in grado di riequilibrare le diverse parti urbanizzate;
  • le risore locali: dalla morfologia dei luoghi si traggono suggerimenti su modelli insediativi, tipologie architettoniche e tecniche costruttive;
  • l’uso di fonti di energia rinnovabili: sole, vento, acque calde naturali, etc. in grado di abbassare i consumi del capitale naturale non rinnovabile e di contribuire alla salvaguardia della qualità dell’atmosfera, dell’acqua e del suolo;
  • recupero e riutilizzo dell’acqua piovana: ridurre il consumo di un capitale naturale limitato per abbassare, anche, l’inquinamento delle acque di fiumi e mari;
  • riduzione e trattamento differenziato dei rifiuti: ovvero considerare il problema dei rifiuti di scavo non utilizzati, quelli delle costruzioni e il fattore di riciclabilità dei materiali da impiegare.

Sinteticamente riportiamo, qui di seguito, alcune delle caratteristiche fondamentali che l’edificio progettato con i criteri della Bioedilizia deve possedere:

  • Orientamento prevalente rispetto all’andamento del sole (corretto posizionamento planimetrico del tipo edilizio rispetto alla geometria solare e al lotto).
  • Uso esclusivo di materiali biocompatibili per l’intero sistema edilizio:
    1. strutture orizzontali => solai preferibilmente in legno;
    2. strutture verticali => in muratura di laterizio ecologico;
    3. strutture di copertura => in legno con sistemi di ventilazione;
    4. rifiniture => intonaci, tinteggi, vernici e materiali isolanti a base di componenti naturali (calce, oli, cere, resine naturali) e privi di derivati del petrolio tali da garantire maggiore traspirabilità;
    5. attrezzature => impianti meccanici termo-sanitari all’insegna del risparmio energetico (uso di combustibili alternativi a minor impatto ambientale tipo biomassa e scelta di sistemi di riscaldamento a basse temperature di esercizio), del ridotto inquinamento all’esterno e del recupero delle acque meteoriche e delle acque grigie;
    6. attrezzature => impianti elettrici tali da non immettere ulteriori sorgenti di inquinamento elettromagnetico, con particolare attenzione per gli ambienti privati;
    7. attrezzature => sistemi di ventilazione naturale per un adeguato ricambio d’aria nei locali senza incidere sui consumi energetici per la climatizzazione.

    Seppur sinteticamente, l’elencazione di cui sopra rende chiara l’idea della Bioedilizia come di una disciplina che, nella sua totalità, contempla varie problematiche relative all’intero sistema edilizio e raggruppabili negli argomenti proposti nel questionario.

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SISTEMI PER LA CONOSCENZA COME SUPPORTO ALLA PROGETTAZIONE SOSTENIBILE – (Pubblicazione C.N.R.) 56 Kb PDF
 

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1 commento
  1. Francesco
    Francesco dice:

    Un Castello, un Acquedotto, un Ponte in pietra e mattoni, studiati per affrontare il caldo e il freddo, o che, ancora ad oggi regge il peso moderno, quello si potrebbe chiamare bioedilizia, ma è normale ecologia… con tutti i mezzi che abbiamo oggi, facciamo veramente pena. 5000 materiali in edilizia e basterebbe sapere usare bene pochissimi materiali… W il Dio denaro.

    Rispondi

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