Bando Periferie: ripristinati i fondi, passo indietro del Governo

In Conferenza Unificata i rappresentanti del Governo si sono impegnati a ripristinare i fondi del Bando Periferie cancellati dal milleproroghe

Nella seduta straordinaria del 18 ottobre scorso della Conferenza Unificata Stato-Regioni è stato sancito:

L’accordo, ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, concernente il Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle Città metropolitane e dei Comuni Capoluogo di Provincia

Ricordiamo che a seguito dell’approvazione del milleproproghe 2018 erano stati cancellati 1,1 miliardi di euro del fondo per le periferie e conseguentemente l’Anci, associazione nazionale comuni italiani, aveva interrotto i rapporti istituzionali con l’attuale Governo poiché molti progetti del suddetto bando erano stati già avviati, finanziati e messi a bilancio (per alcuni erano già in corso i lavori, per altri era stata già avviata la progettazione).

I sindaci sono tornati, quindi, in sede di Conferenza Unificata solo dopo averla disertata per diverse settimane per protesta contro la soppressione del fondo.

Il presidente di Anci Antonio Decaro, annunciando la rinnovata intesa sui fondi per le periferie, al termine di una riunione ha affermato:

Abbiamo ricucito le relazioni con il governo. Abbiamo vinto una battaglia, una battaglia condotta non soltanto dai sindaci ma da milioni di cittadini, quelli che vivono nelle periferie, ai quali avevamo promesso un’operazione di ricucitura urbanistica e sociale che forse non avevano mai avuto

Il presidente Anci ha inoltre aggiunto:

Abbiamo convinto il governo a tornare indietro, a mettere nuovamente a disposizione le risorse, non si fermeranno né la progettazione né i lavori. I fondi sono gli stessi che ci sono sempre stati, un miliardo e 600 milioni, e vengono solamente distribuiti nei prossimi due anni; ci saranno anche i rimborsi di tutte le spese sostenute. In questa maniera possiamo completare gli interventi che erano stati previsti dal bando periferie

In particolare nell’accordo è previsto che:

i 96 enti successivi ai primi 24, anche dopo la data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge n. 91 del 2018 che ha differito al 2020 l’efficacia delle relative convenzioni, possono proseguire o attivare gli interventi previsti da ciascun progetto sulla base dei cronoprogrammi approvati, eventualmente modificati secondo i criteri e le procedure di cui alle convenzioni sottoscritte, provvedendo ai relativi oneri autonomamente, anche attraverso le altre forme di finanziamento consentite dall’ordinamento e, in particolare, il “Prestito riqualificazione periferie urbane” da Cassa Depositi e Prestiti, destinato al pagamento delle spese concernenti l’intervento di riqualificazione rientranti nell’ambito del predetto Programma straordinario, indipendentemente dalla efficacia o meno del differimento delle convenzioni

Viene quindi preso l’impegno che nella legge di bilancio per il 2019 vengano inserite una serie di disposizioni in base alle quali, le convenzioni con gli enti beneficiari delle risorse statali per il “piano periferie” producano nuovamente effetti finanziari dal 2019.

 

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