Commissari di gara: albo nazionale sospeso fino a dicembre 2020

A seguito delle novità introdotte dalla legge “Sblocca cantieri” l’Anac ha sospeso fino a fine 2020 l’obbligo di utilizzare l’albo nazionale dei commissari di gara

Dal 15 gennaio 2019 sarebbe dovuto scattare l’obbligo per le pubbliche amministrazione di utilizzare l’albo nazionale dei commissari per i nuovi bandi di gara: tuttavia a seguito dell’approvazione dell’art. 1, comma 1, lett. c) della legge “Sblocca cantieri”, l’Anac ha annunciato, con un comunicato del 15 luglio, di aver predisposto la sospensione dell’albo unico fino a dicembre 2020.

In pratica quindi, dopo una serie di rinvii e difficoltà, l’albo nazionale dei commissari di gara è stato sospeso dalla legge Sblocca cantieri in primis e successivamente dall’Anac, ancor prima di diventare pienamente operativo, in attesa anche del nuovo regolamento di attuazione del Codice appalti.

L’albo nazionale: perché nasceva

Ricordiamo che l’Anac, con un nota del 31 luglio 2018, aveva aperto a settembre 2018 le iscrizioni all’albo nazionale dei commissari di gara; con lo scopo di renderlo obbligatorio per le Stazioni Appaltanti dal 2019.

Tuttavia a seguito del basso numero di iscrizioni, dovuto ai requisiti richiesti molto stringenti, si era proceduto ad una serie di rinvii fino a metà luglio 2019.

L’obbligo dei commissari di gara esterni alla stazione appaltante, estratti a sorte nell’ambito di un albo nazionale gestito dall’Anac, era infatti stabilito dagli articoli 77 e 78 del Codice Appalti (nella sua versione antecedente alla legge Sblocca cantieri).

Secondo le intenzioni dell’Anac le commissioni giudicatrici avrebbero garantito l’imparzialità di valutazione delle stazioni appaltanti. I commissari erano, in base ai casi, interni od esterni alla stazione appaltante, tuttavia era previsto che fossero iscritti sempre all’albo dell’Anac.

Ricordiamo che l’obbligo di commissari esterni era assoluto (commissari e presidenti) per tutti gli appalti di lavori sopra un milione di euro e per servizi e forniture al di sopra della soglia europea.

Per importi inferiori alle soglie comunitarie e a un milione di euro per i lavori, in mancanza di particolari complessità, la stazione appaltante poteva nominare componenti interni nella commissione. Il presidente doveva invece essere esterno. In caso di affidamento di servizi e forniture di elevato contenuto scientifico tecnologico o innovativo, effettuati nell’ambito di attività di ricerca e sviluppo, l’Anac poteva autorizzare gli esperti della stazione appaltante come membri della commissione giudicatrice.

Una volta costituito l’albo, le stazioni appaltanti avrebbero dovuto chiedere, per ogni gara, la lista di esperti tra cui sorteggiare, specificando la sezione dell’albo in base al tipo di appalto.

L’Anac avrebbe estratto a sorte, tramite un servizio esterno, un numero di candidati commissari (in possesso degli specifici requisiti) pari al doppio o triplo degli esperti da nominare, successivamente la stazione appaltante avrebbe estratto a sua volta i nomi dei commissari.

Clicca qui per scaricare il comunicato Anac

 

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