Autorizzazione paesaggistica: la Soprintendenza deve sempre motivare il parere negativo

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Tar Veneto: la Soprintendenza deve sempre opportunamente motivare il diniego dell’autorizzazione paesaggistica


Con la sentenza n. 108/2020 di Venezia si chiarisce quando possono essere considerate valide le motivazioni di diniego di autorizzazione da parte degli organi di tutela dei beni culturali e del paesaggio per la richiesta di autorizzazione paesaggistica.

Il caso

La titolare di un esercizio commerciale di ristorazione situato nel centro storico di un comune chiede alla Soprintendenza per i beni culturali, archeologici e del paesaggio l’autorizzazione paesaggistica per l’installazione di una pompa di calore sull’unica facciata esterna del locale, non disponendo all’interno del locale di alcun sistema di riscaldamento e raffrescamento necessario all’attività di ristorazione.

La medesima vede respinta la richiesta da parte della Soprintendenza nonostante il parere favorevole del Comune.

La Soprintendenza si esprime negativamente:

ravvisando negative interferenze con le partiture architettoniche della facciata dell’edificio, e con la percezione del delicato contesto sottoposto a tutela paesaggistica, costituito dal centro storico di Lazise, per cui l’intervento non è compatibile con i valori espressi dall’ambito paesaggistico vincolato.

La sentenza del Tar sull’autorizzazione paesaggistica

Secondo il Tar del Veneto:

la ricorrente rappresenta che avrebbe tempestivamente rilevato una erronea ricostruzione dell’oggetto della tutela, esprimendosi la Soprintendenza, anziché su aspetti paesaggistici, su profili architettonici estranei alla valutazione di competenza, non essendo il fabbricato oggetto di vincolo monumentale.

La motivazione della Soprintendenza risulta carente in merito ai seguenti punti:

  • la descrizione del condizionatore e del prospetto sul quale andrebbe posizionato;
  • la descrizione del contesto oggetto di tutela;
  • la descrizione del rapporto tra l’uno e l’altro, dell’impatto visivo del primo sul secondo e delle ragioni di incompatibilità. (Cfr Cons. Stato IV 4707/16; TAR Veneto II 450/19).

Inoltre, i Giudici evidenziano come:

la motivazione del parere è comunque carente in relazione ad elementi rilevanti che erano stati rappresentati nella domanda, quali le ridotte dimensioni del manufatto, il suo posizionamento a ridosso del soprastante poggiolo del piano primo, e la disponibilità alla installazione di mascheratura e sistemi di mimetizzazione con la parete, tutti elementi potenzialmente idonei ad influenzare un giudizio di compatibilità.

Conclusivamente il ricorso è fondato e merita accoglimento: il parere negativo deve essere sempre opportunamente e dettagliatamente motivato.

 

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Clicca qui per scaricare la sentenza del Tar Veneto sull’autorizzazione paesaggistica

 

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