classificazione_rischio_sismico_28-02-2017

Arriva la classificazione del rischio sismico degli edifici. Come sarà il Certificato?

Sta per arrivare finalmente la classificazione del rischio sismico delle costruzioni che consentirà di accedere a maggiori incentivi. Entro il 28 febbraio 2017 le linee guida

Secondo una stima ANCE-Cresme del 2012 in Italia sono presenti circa 7 milioni di costruzioni realizzate prima del 1971: tali costruzioni possono considerarsi non antisismiche (la normativa sismica è stata introdotta nel 1974  con la legge 64/1974).

A questo patrimonio immobiliare, pari al 60% del costruito, si aggiungono circa:

  • 2 milioni di strutture realizzate tra il 1972 e il 1981
  • 1,3 milioni di strutture realizzate tra il 1982 e il 1991
  • 800.000 fabbricati realizzati tra il 1992 e il 2001 (antecedenti alla nuova zonizzazione sismica attuata a partire dal 2003 (OPCM 3274/2003 e NTC 2008)

Relativamente alle strutture destinate a uso produttivo, su 326.000 fabbricati esistenti, circa il 40%  è stato realizzato tra il 1971 e il 1990.

I più recenti eventi sismici hanno evidenziato la necessità dei cittadini italiani di capire in modo chiaro e semplice il loro grado di vulnerabilità delle costruzioni, al fine di effettuare valutazioni anche economiche sulla possibilità di intervenire o meno sul patrimonio immobiliare.

In campo energetico è già stato possibile definire i metodi e i criteri per la redazione dell’APE (Attestato di Prestazione Energetica) del’edificio, un documento di semplice lettura da parte dei cittadini che illustra i consumi. Allo stesso modo potrebbe essere definito un metodo per la definizione di una classificazione sismica di ciascuna abitazione esistente sul territorio italiano, per dare consapevolezza alla popolazione del rischio sismico e della vulnerabilità delle proprie abitazioni.

Classificazione del rischio sismico e legge di Bilancio 2017

La bozza del disegno di legge per il bilancio 2017 prevede un nuovo meccanismo di incentivazione per gli interventi antisismici.

Per le spese sostenute dal primo gennaio 2017 a tutto il 2021 per gli interventi antisismici in zona ad alta pericolosità sismica (zona 1 e 2), per costruzioni adibite a abitazioni e attività produttive, spetta una detrazione del 50% fino a 96.000 euro di spesa. La novità è che la detrazione è ripartita in 5 quote costanti annuali (invece che 10). Tali disposizioni si applicano anche agli edifici in zona 3.

Sono previsti incentivi maggiori nei seguenti casi:

  • qualora gli interventi antisismici consentano il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore, la detrazione spetta nella misura del 70%
  • qualora gli interventi antisismici consentano il passaggio a 2 classi di rischio sismico inferiore, la detrazione spetta nella misura dell’80%
  • qualora gli interventi antisismici siano relativi a parti comuni di edifici condominiali e consentano il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore, la detrazione spetta nella misura del 75%.
  • qualora gli interventi antisismici siano relativi a parti comuni di edifici condominiali e consentano il passaggio a 2 classi di rischio sismico inferiore, la detrazione spetta nella misura dell’85%

Linee guida per la classificazione del rischio sismico

La stessa bozza per la legge di bilancio prevede, all’art. 2 comma 1 lettera c, che entro il 28 febbraio 2017 siano adottate le “Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni“.

In realtà, già nel 2013 il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti aveva istituito (dm 17/10/2013) un gruppo di studio per la proposizione di una o più ipotesi normative per la classificazione del rischio sismico finalizzata all’incentivazione fiscale di interventi per la riduzione dello stesso rischio.

Classificazione del rischio sismico

La classificazione del rischio sismico di una struttura può essere riferita:

  • alle caratteristiche intrinseche di resistenze al sisma della costruzione (vulnerabilità)
  • ai danni producibili dal terremoti futuri (rischio sismico)

Una possibile definizione delle classi può essere effettuata in base al parametro “EAL” (Expected Annual Loss), che fa riferimento alla sola questione economica in termini di perdite annue medie attese (somme da accumulare ogni anno per far fronte ai danni causati dall’evento sismico).

In tal caso, la classe di rischio sismico rappresenta un indicatore di tipo tecnico-economico e non di sicurezza.

Il Certificato di rischio sismico

Il certificato di rischio  sismico potrebbe essere un modello molto simile all’APE: 6 classi di rischio, dalla A alla F in funzione del parametro EAL.

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Ricordiamo che una commissione del MIT sta lavorando alla classificazione del rischio sismico degli edifici.  La commissione è presieduta dal Provveditore delle opere pubbliche di Lombardia ed Emilia Romagna, Pietro Baratono. Come visto prima, proprio in base alla classificazione del rischio sismico saranno modulati gli incentivi fiscali.

 

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8 commenti
  1. Gianni
    Gianni dice:

    Sarà una vera rivoluzione per la valutazioni immobiliari. Che valore può avere una casa – magari anche molto carina e tipica – costruita in pietra e localizzata in zona sismica ? Che mercato può avere una casa che, in caso si terremoto, molto probabilmente crolla e mi uccide insieme alla mia famiglia ?
    Finché si parlava di una certificazione energetica… pazienza: sono ben cosciente che la casa che sto acquistando consuma molto nel riscaldamento e raffrescamento, ma la accetto ugualmente, nessun rischio per la mia vita. Ma una casa che mette a rischio la mia incolumità e vita… no.

    Rispondi
    • Luigi Castiglione
      Luigi Castiglione dice:

      Troppe classi! A preoccuparmi sono quelle centrali. Poi, a mio avviso, i tecnici che dovrebbero firmare il Certificato Sismico dovrebbero essere almeno 2 (ingegnere o architetto o geometra e il geologo). Inoltre, se dovesse fare la fine dell’APE (Attestazione Energetica degli Edifici) in un unico edificio si rischierebbero più classi sismiche; quale sarà quella corretta? Proprio in questa fase di preparatoria sarebbe auspicabile la partecipazione dei geologi. Al certificato sarebbero da aggiungere anche i rischi idrogeologici e vulcanici, comprendo che la matrice si complica, ma almeno gli italiani sapranno in quale contesto ambientale vivono. In generale, comunque, la strada intrapresa è quella del famigerato fascicolo del fabbricato.

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      • Tze-tze
        Tze-tze dice:

        Mi meraviglio che ci sia ancora qualcuno che definisce “famigerato” uno strumento che potrà solo contribuire alla sicurezza dei nostri immobili per non mettere a repentaglio l’incolumità anche dei nostri famigliari. Allora anche una cartella clinica, sebbene spesso fornisca informazioni utili per la salute dei pazienti, potrebbe essere giudicata “famigerata” semplicemente perché così definita da qualcuno privo del benché minimo senso logico.

        Rispondi
  2. Luigi Castiglione
    Luigi Castiglione dice:

    Troppe classi! A preoccuparmi sono quelle centrali. Poi, a mio avviso, i tecnici che dovrebbero firmare il Certificato Sismico dovrebbero essere almeno 2 (ingegnere o architetto o geometra e il geologo). Inoltre, se dovesse fare la fine dell’APE (Attestazione Energetica degli Edifici) in un unico edificio si rischierebbero più classi sismiche; quale sarà quella corretta? Proprio in questa fase di preparatoria sarebbe auspicabile la partecipazione dei geologi. Al certificato sarebbero da aggiungere anche i rischi idrogeologici e vulcanici, comprendo che la matrice si complica, ma almeno gli italiani sapranno in quale contesto ambientale vivono. In generale, comunque, la strada intrapresa è quella del famigerato fascicolo del fabbricato.

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