APPROVATO DEFINITIVAMENTE IL “TESTO UNICO SICUREZZA”: NECESSARI CHIARIMENTI

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 1° aprile scorso, ha definitivamente approvato il decreto legislativo, noto come "Testo Unico della Sicurezza".

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 1° aprile scorso, ha definitivamente approvato il decreto legislativo che dà attuazione alla delega conferita al Governo dalla legge n. 123/2007 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, noto come “Testo Unico della Sicurezza”.
Numerose sono le novità contenute nel provvedimento ora in attesa di pubblicazione.
La nomina del Coordinatore per la sicurezza (in fase di progettazione ed in fase di esecuzione) e la conseguente redazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento, secondo le disposizioni attualmente vigenti (D.lgs. 494/1996 e s.m.i.), sono obbligatorie se ricorrono entrambe le seguenti condizioni:

  • presenza di più imprese esecutrici
  • entità dei lavori superiore a 200 uomini-giorno (oppure presenza di rischi particolari).

Il nuovo provvedimento, nel quale confluiranno il D.Lgs. 494/1996 ed altre disposizioni inerenti la sicurezza in edilizia, stabilisce quale unica condizione per la nomina del Coordinatore la presenza contemporanea di più imprese, eliminando la seconda.
In fase di approvazione definitiva il provvedimento ha subito una correzione in extremis con l’intento di non penalizzare eccessivamente i lavori di piccola entità.
La modifica apportata, che ha escluso dall’obbligo di nomina del Coordinatore (e dalla presentazione del DURC) i “lavori non soggetti a permesso di costruire ovvero a presentazione di denuncia di inizio attività” (art. 90 comma 11), ha dato origine a dubbi interpretativi.
Alcuni ritengono, infatti, che, per i lavori soggetti a DIA non saranno più necessari il PSC, il Coordinatore il DURC.
Tale interpretazione appare in verità poco condivisibile: sembra più corretta (e coerente con la restante parte del testo) la lettura secondo cui dai citati obblighi debbano essere esclusi i soli lavori non soggetti né a permesso di costruire né a presentazione della DIA, cioè i lavori cosiddetti di attività edilizia libera (art. 6 D.P.R. 380/2001).
Diversamente, opere di complessità anche elevata, che possono essere realizzate con DIA (demolizione e ricostruzione di un fabbricato, realizzazione di parcheggi interrati, etc.) sarebbero esentate dalla redazione del Piano di Sicurezza, e dalla presenza del Coordinatore, certamente necessari in base alle disposizioni attualmente vigenti.
La diversa interpretazione è originata dal duplice significato della parola “ovvero” adoperata dal Legislatore che può essere intesa tanto come “ossia, in altre parole” tanto come “o, oppure”.
Pertanto appare quantomeno opportuno un intervento istituzionale che chiarisca definitivamente (e prima dell’entrata in vigore del Testo Unico) la questione, anche in considerazione del fatto che l’art. 90 comma 10, in caso di mancata redazione del P.S.C. o del Fascicolo, sospende l’efficacia del titolo abilitativo (Permesso di Costruire o DIA).

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Testo Unico della Sicurezza versione definitiva 712 Kb PDF
 

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