Approvate dal Consiglio dei Ministri le modifiche al Codice dei Contratti

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 27 giugno scorso, ha approvato, in via preliminare, lo schema del terzo decreto correttivo del Codice dei Contratti pubblici (D.Lgs. 163/2006), in attuazione dell’articolo 25, comma 3, della legge 18 aprile 2005, n . 62, che consente di apportare correzioni ed integrazioni al Codice, entro due anni dalla data di entrata in vigore dello stesso.

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 27 giugno scorso, ha approvato, in via preliminare, lo schema del terzo decreto correttivo del Codice dei Contratti pubblici (D.Lgs. 163/2006), in attuazione dell’articolo 25, comma 3, della legge 18 aprile 2005, n . 62, che consente di apportare correzioni ed integrazioni al Codice, entro due anni dalla data di entrata in vigore dello stesso.
Tale provvedimento, che segue il D.Lgs. 26 gennaio 2007, n . 6 e il D.Lgs. 31 luglio 2007, n . 113, tiene conto delle osservazioni della Commissione Europea (procedura di infrazione n. 2007/2309), della sentenza della Corte di giustizia CE 15 maggio 2008 relativa all’esclusione automatica delle offerte anomale nei contratti sotto soglia, nonché del parere n . 3262 del 2007 del Consiglio di Stato (relativo allo schema di regolamento di esecuzione ed attuazione del Codice).
Il provvedimento passerà all’esame della Conferenza Unificata Stato-Regioni, delle Commissioni parlamentari e del Consiglio di Stato.
Le principali modifiche contenute nello schema riguardano:

  • la riforma del project financing;
  • l’eliminazione dell’esclusione automatica delle offerte anomale (facoltà attualmente prevista dall’art. 122, comma 9 del codice);
  • la possibilità concessa alle imprese di utilizzare ai fini della qualificazione Soa il fatturato dei cinque migliori anni del decennio l’abolizione del divieto di subappalto per le cosiddette opere superspecializzate (art. 37, comma 11 del Codice dei Contratti);
  • l’innalzamento della soglia per la procedura ristretta semplificata;
  • contratti a misura [lo schema di provvedimento esclude la possibilità dei contratti a misura nei casi di appalto integrato, di cui all’articolo 53, comma 1, lett. b) e c) del codice, e nel caso degli appalti di sola esecuzione, ad eccezione degli appalti di importo inferiore a 500.000 euro, nonché degli appalti riguardanti i lavori di manutenzione, restauro, scavo archeologico, opere in sotterraneo e di consolidamento dei terreni, ripristinando di fatto la disciplina precedente al Codice.

Altre novità riguardano le opere a scomputo (art. 32, comma 1 lettera g) del codice degli appalti), la procedura di interpello (facoltà di interpellare i concorrenti successivi in graduatoria a quello aggiudicatario sino al 5° classificato in caso di fallimento o grave inadempimento dell’appaltatore ), congruità della manodopera e il leasing in costruendo.

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Schema del 3° decreto correttivo approvato dal C.d.M. 2,49 Mb PDF
 

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