Appalti sotto soglia, il parere del CdS sulle linee guida Anac

Consiglio di Stato: giusto semplificare le procedure, ma attenzione a garantire la rotazione degli incarichi e la partecipazione di piccole e piccolissime imprese

E’ giusto semplificare le procedure per l’affidamento di appalti sotto soglia, ma bisogna sempre fare attenzione a garantire la rotazione degli incarichi e la partecipazione dei piccoli operatori economici. Questi in sintesi i presupposti alla base del parere 361/2018 del Consiglio di Stato sulle Linee guida ANAC n. 4 relative agli appalti sotto soglia comunitaria, settore in cui si concentra la maggior parte degli appalti italiani.

Il parere dei giudici del massimo organo di giustizia amministrativa attiene in particolare il principio di rotazione e la possibilità di reinvito, ma anche i criteri di sostenibilità energetica e ambientale, le autodichiarazioni ed il confronto competitivo. Tutto finalizzato a semplificare le procedure a carico delle stazioni appaltanti nel rispetto dei principi comunitari di concorrenza e par condicio.

Nelle premesse, infatti, il CdS ha chiarito che l’obiettivo di semplificazione delle procedure sotto soglia non possono prescindere dalla garanzia della qualità delle prestazioni e dal rispetto dei principi generali ed indefettibili enunciati all’art. 30 del Codice appalti: pubblicità, trasparenza, libera concorrenza, non discriminazione e proporzionalità.

Qualsiasi intento di semplificazione non può andare a discapito della correttezza e della garanzia di ‘procedure leali‘, anche al fine di ‘combattere efficacemente la corruzione e le frodi‘, in relazione alla necessità di rispettare, nell’aggiudicazione degli appalti pubblici (anche di valore inferiore rispetto alle c.d. soglie comunitarie), i principi del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e garantire l’uso ‘più efficiente possibile dei finanziamenti pubblici’.

Appalti sotto soglia: rotazione degli inviti

Il principio di rotazione negli appalti (art. 36 co. 2 lett b del Codice appalti) trova fondamento nell’esigenza di evitare il consolidamento di rendite di posizione in capo al gestore uscente (la cui posizione di vantaggio deriva soprattutto dalle informazioni acquisite durante il pregresso affidamento), soprattutto nei mercati in cui il numero di agenti economici attivi non è elevato.

Ed il Consiglio di Stato ha condiviso le indicazioni dell’Anac sui punti necessari ad attestare questo principio.

il principio di rotazione comporta in linea generale che l’invito all’affidatario uscente rivesta carattere eccezionale e debba essere  adeguatamente motivato, avuto riguardo al numero ridotto di operatori presenti sul mercato, al grado di soddisfazione maturato a conclusione del precedente rapporto contrattuale ovvero all’oggetto ed alle caratteristiche del mercato di riferimento

I giudici di Palazzo Spada chiedono di rimarcare ulteriormente questo principio stabilendo che la “rotazione”  comporta di norma il divieto di invito non solo del contraente uscente, ma anche dell’operatore economico invitato e non affidatario nel precedente affidamento.

Anche l’operatore invitato nella precedente procedura di selezione dalla stazione appaltante, infatti, pur senza risultare affidatario, può avere acquisito delle informazioni tali da falsare la concorrenza, anche se in questo caso il rischio è più basso.

Il principio è derogabile, chiariscono i giudici, ma con motivazioni stringenti, anche se meno rigorose per i partecipanti alle precedenti procedure senza esser risultati affidatari.

Analogamente il CdS ha chiarito che il mancato invito deve far riferimento a procedure di affidamento rientranti nello stesso settore merceologico o per le stesse categorie di opere. Inoltre, l’esclusione deve valere solo per un giro, con il ripristino, in capo ai soggetti non reinvitati,  della posizione paritaria con gli altri operatori alla prima gara successiva a quella saltata.

Le uniche deroghe possibili riguardano gli affidamenti di importo fino a 1000 euro.

Criteri di sostenibilità ambientale

In merito ai criteri di sostenibilità energetica ed ambientale nelle procedure di gara, i giudici del CdS hanno richiesto maggiori approfondimenti e spiegazioni nelle linee guida, al fine di evitare possibili contenziosi derivanti dall’incertezza in cui lavorerebbero gli operatori.

Controlli sulle autodichiarazioni

Il parere del CdS promuove la possibilità, prevista negli appalti di importo fino a 20.000 euro, di stipulare i contratti sulla base delle autodichiarazioni rese dagli operatori.
E’ però necessario il rispetto di 3 indicazioni, puntualmente riportate nel parere:

  1. l’autodichiarazione dei requisiti posseduti dalle imprese deve essere effettuata tramite DGUE (Documento Unico di Gara Europea)
  2. deve toccare al RUP il grave compito di valutare se effettuare, preventivamente e successivamente, le verifiche ritenute opportune, come scritto nella bozza di linee guida ANAC
  3. Le stazioni appaltanti devono dotarsi di un regolamento ad hoc in cui prevedere lo svolgimento di controlli a campione sui micro-affidamenti

I massimi giudici amministrativi hanno inoltre suggerito che sia sempre prevista contrattualmente dalla stazione appaltante una clausola risolutiva del contratto nel caso in cui i controlli sui requisiti dichiarati dalle imprese evidenziassero delle falle.
Inoltre, al posto dell’incameramento della cauzione il Consiglio di Stato suggerisce anche di prevedere l’applicazione di una penale non inferiore al 10% del valore del contratto.

Confronto competitivo

Rispetto al confronto competitivo il CdS ha espresso parere positivo alla possibilità che gli inviti siano inviati sulla base del curriculum degli operatori e non solo per sorteggio.

Accanto alle operazioni di sorteggio, sarà quindi possibile una valutazione della professionalità sulla base di criteri predefiniti dalla stazione appaltante.

Altre indicazioni

Non mancano altre indicazioni nel parere espresso dal Consiglio di Stato sulla gestione dei contratti di appalto sotto soglia.
In particolare riguardo alla richiesta di dare maggiori indicazioni alle stazioni appaltanti

  1. sulla gestione di eventuali conflitti di interesse dei funzionari coinvolti nell’assegnazione degli appalti
  2. sulla gestione del cosiddetto ‘taglio delle ali’ nel caso di esclusione automatica delle offerte anomale, adeguandosi alle indicazioni date dall’Adunanza Plenaria sulla valutazione delle ‘offerte di identico ammontare’.

Le soglie comunitarie

Le soglie europee sono importanti perché determinano le procedure da seguire nell’affidamento dei lavori, dei servizi, come gli incarichi di progettazione, e delle forniture.

Al di sotto delle soglie comunitarie si possono utilizzare procedure più snelle, come l’affidamento diretto e la procedura negoziata. Per importi più elevati bisogna invece ricorrere alle procedure ordinarie.

Ricordiamo che dal 1° gennaio 2018 sono in vigore le nuove soglie europee (vedi anche precedente articolo):

  • per l’affidamento degli appalti di lavori, la soglia europea sale da 5.225.000 euro a 5.548.000 euro. Il limite è lo stesso sia per i settori ordinari sia per quelli speciali e per le concessioni
  • per gli appalti di servizi e forniture, in cui rientrano le gare per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura, banditi dalle autorità governative centrali, la soglia europea è salita da 135.000 a 144.000 euro
  • la soglia è passata da 209.000 euro a 221.000 euro per gli appalti di servizi e forniture aggiudicati da amministrazioni che non sono autorità governative centrali. Si tratta della maggior parte dei casi in cui ricadono le gare di progettazione
  • per quanto riguarda i settori speciali, in cui rientrano ad esempio i servizi per l’erogazione di acqua, gas ed energia elettrica, la soglia per gli appalti di servizi e forniture è salita da 418.000 a 443.000 euro
  • nel settore della sicurezza e in quello della difesa, la soglia è 443.000 euro

 

Clicca qui per scaricare il parere del Consiglio di Stato n. 361/2018

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