Appalti pubblici nell’edilizia scolastica, ecco le novità contenute nella legge Crescita

Prevista la trattativa privata fino a 5,5 milioni di euro per la messa in sicurezza di edifici di edilizia scolastica, anche se non è possibile cambiare destinazione d’uso per almeno 5 anni

Dopo la pubblicazione in Gazzetta della legge 28 giugno 2019, n. 58cosiddetta “legge Crescita”, arrivano importanti novità in tema di appalti pubblici per la messa in sicurezza degli edifici di edilizia scolastica.

Il provvedimento introduce una speciale deroga (limitata al periodo 2019-2021) che consente agli Enti beneficiari di finanziamenti e contributi statali, per la messa in sicurezza delle scuole, di affidare le gare di importo fino alle soglie comunitarie (5,5 milioni di euro) con procedura negoziata previa consultazione di almeno 15 operatori economici.

Più esattamente, la norma consente a Comuni e Province beneficiari di finanziamenti statali per la messa in sicurezza degli edifici pubblici adibiti ad uso scolastico, relativi al triennio 2019-2021 e nell’ambito della programmazione triennale nazionale (art. 10 del dl n.. 104/2013), di avvalersi di:

  • Consip S.p.A. – per gli acquisti di beni e servizi
  • Invitalia S.p.A.  – per l’affidamento dei lavori di realizzazione.

Qualora le 2 centrali di committenza non pubblichino gli atti di gara entro 90 giorni dalla presentazione dei progetti definitivi da parte degli enti locali, è consentito agli stessi enti locali di avvalersi di una specifica procedura negoziata, con la consultazione di almeno 15 operatori economici, ove esistenti, per l’affidamento di lavori sotto-soglia comunitaria (5,5 milioni di euro).

La norma indica, inoltre, l’obbligo da parte degli edifici scolastici pubblici, oggetto di interventi di messa in sicurezza a valere su finanziamenti e contributi statali, a mantenere la destinazione ad uso scolastico per almeno cinque anni dalla fine dei lavori.

Articolo 30-bis – Norme in materia di edilizia scolastica

In merito alla messa in sicurezza delle scuole, in base all’art. 30-bis, si ha che:

1. Al fine di garantire la messa in sicurezza degli edifici pubblici adibiti a uso scolastico, gli enti locali beneficiari di finanziamenti e contributi statali possono avvalersi, limitatamente al triennio 2019-2021 e nell’ambito della programmazione triennale nazionale di cui all’articolo 10 del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, quanto agli acquisti di beni e servizi, della società Consip Spa e, quanto all’affidamento dei lavori di realizzazione, dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa Spa-Invitalia, che sono tenute a pubblicare gli atti di gara entro novanta giorni dalla presentazione alle stesse, da parte degli enti locali, dei progetti definitivi.

2. Qualora la società Consip Spa e l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa Spa – Invitalia non provvedano alla pubblicazione degli atti di gara entro il termine di novanta giorni di cui al comma 1, gli enti locali possono affidare i lavori di cui al medesimo comma 1, anche di importo pari o superiore a 200.000 euro e fino alla soglia di cui all’articolo 35, comma 1, lettera a), del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, mediante procedura negoziata con consultazione, nel rispetto del criterio di rotazione degli inviti, di almeno quindici operatori economici, ove esistenti, individuati sulla base di indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici. L’avviso sui risultati della procedura di affidamento contiene anche l’indicazione dei soggetti invitati.

3. Gli edifici scolastici pubblici, oggetto di interventi di messa in sicurezza a valere su finanziamenti e contributi statali, mantengono la destinazione a uso scolastico per almeno cinque anni dall’avvenuta ultimazione dei lavori.

Clicca qui per scaricare la legge Crescita

 


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