Appalti pubblici e obbligo di utilizzare materiali riciclati: una circolare del Min. Ambiente contiene le prime indicazioni operative

Nella Newsletter n. 11 BibLus-net ha parlato del D.M. Ambiente 8 maggio 2003 con il quale è stato introdotto l’obbligo, per gli enti pubblici, di acquistare beni, manufatti e materiali provenienti dal riciclaggio, in misura non inferiore al 30% del fabbisogno annuale.

Nella Newsletter n. 11 BibLus-net ha parlato del D.M. Ambiente 8 maggio 2003 con il quale è stato introdotto l’obbligo, per gli enti pubblici, di acquistare beni, manufatti e materiali provenienti dal riciclaggio, in misura non inferiore al 30% del fabbisogno annuale.
Queste disposizioni, che riguardano solo i beni ed i materiali iscritti in un apposito registro detto “Repertorio del Riciclaggio” redatto a cura del Min. dell’Ambiente, investono inevitabilmente l’attività dei tecnici (sia delle P.A. che dei liberi professionisti), con evidenti ripercussioni sulle scelte e sugli elaborati progettuali (capitolato speciale d’appalto in primis).
A distanza di oltre un anno giungono alcune indicazioni in merito all’applicazione del citato decreto ministeriale.
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 191 del 16 agosto 2004 è stata infatti pubblicata la Circolare del Ministero dell’Ambiente 4 agosto 2004 che reca “`Indicazioni per l`operativita` nel settore plastico, ai sensi del Decreto 8 maggio 2003, n. 203”.
Tale documento consente alle aziende del settore della plastica di iscrivere nel “Repertorio del Riciclaggio” i prodotti da esse realizzati utilizzando rifiuti plastici ed in particolare ne elenca alcuni (tubazioni, tettoie, recinzioni, ecc…) che dovranno essere impiegati nel settore edile.

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Circolare del Ministero dell’Ambiente 4 agosto 2004 54 KbACCAreader
Decreto 8 maggio 2003, n. 20372 KbACCAreader

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