Annullamento titolo edilizio: quando è illegittimo un provvedimento?

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Annullamento titolo edilizio: il provvedimento è illegittimo senza un’adeguata motivazione dell’ufficio tecnico. Ecco i chiarimenti in una sentenza del Tar Lazio

Il provvedimento che annulla un titolo edilizio senza un’adeguata motivazione è illegittimo!

Lo ha stabilito il Tar Lazio, con la sentenza n. 2809/2017, esprimendosi sul ricorso presentato da una società nei confronti del Comune di Roma.

Nel caso in esame, viene chiesto l’annullamento del provvedimento amministrativo mediante il quale si ordina che i lavori eseguiti con la DIA (Dichiarazione Inizio Lavori) e le successive varianti siano da considerarsi privi di titolo.

Pertanto viene annullato il titolo edilizio presentato e si avvia il procedimento di disciplina edilizia per la repressione degli abusi edilizi e il contestuale ripristino del legittimo stato dei luoghi.

Il Tribunale di primo grado richiama l’art 21 nonies della legge 241/1990, secondo cui:

Il provvedimento amministrativo illegittimo può essere annullato d’ufficio, sussistendone le ragioni di interesse pubblico, entro un termine ragionevole e tenendo conto degli interessi dei destinatari e dei controinteressati

Come già affermato in giurisprudenza, il provvedimento di autotutela (ossia il potere che la PA ha di annullare e revocare provvedimenti amministrativi già adottati) deve essere adeguatamente motivato in considerazione dell’avvenuta comparazione tra l’interesse pubblico all’annullamento e quello del privato alla conservazione dell’atto illegittimo; nonché della sussistenza di un interesse pubblico concreto ed attuale al ripristino dello stato dei luoghi.

In base a tali considerazioni, il TAR del Lazio accoglie il ricorso presentato, con conseguente annullamento del provvedimento illegittimamente adottato dal Comune in quanto, detto provvedimento, non contiene alcuna valutazione dell’interesse pubblico concreto.

I giudici hanno riconosciuto che non può ritenersi sufficiente, a sostenere l’annullamento di un titolo edilizio, la sola motivazione secondo cui l’intervento “risulta in contrasto con la normativa vigente, in quanto esclusa dal campo di applicazione di una legge regionale in materia edilizia”.

 

Clicca qui per scaricare la sentenza 23 febbraio 2017, n. 2809

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