Annullamento in autotutela della DIA/SCIA, è sempre possibile?

È illegittimo l’annullamento in autotutela della DIA/SCIA se sono passati più di 18 mesi dalla presentazione. Il CdS chiarisce i limiti di tempo per annullare d’ufficio il titolo edilizio

Il Consiglio di Stato ha stabilito (sentenza 30 marzo 2017 n. 3462, pubblicata il 17 luglio 2017) che il Comune può esercitare il potere di annullamento in autotutela della DIA/SCIA entro 18 mesi.

Ricordiamo, brevemente, che l’autotutela fa riferimento al potere della pubblica amministrazione di annullare e revocare i provvedimenti amministrativi già adottati, al fine di tutelare interessi pubblici.

I giudici dichiarano illegittimo il provvedimento di autotutela adottato oltre il termine di 18 mesi con il quale il Comune di Arzano aveva annullato i titoli edilizi (DIA/SCIA) precedentemente rilasciati ad una società.

Nel caso in esame, il proprietario di un opificio industriale aveva presentato tra il  2009 ed il 2012 una serie di DIA e SCIA, con varianti rispetto all’originario permesso di costruire e cambio di destinazione d’uso di un locale adibito ad autorimessa e la sua trasformazione in attività commerciale. Dopo 5 anni il Comune aveva impugnato i titoli abilitativi, esercitando il potere di autotutela, ingiungendo la demolizione delle opere abusive ed il ripristino dello stato dei luoghi.

Nell’ordinanza, però, non aveva indicato quale fosse l’interesse pubblico da tutelare in funzione del potere esercitato.

I proprietari presentano, quindi, ricorso al Tar Campania che dava ragione al Comune, ritenendo illegittimi gli interventi realizzati.

Il Consiglio di Stato ribaltava, invece, quanto stabilito dai giudici di primo grado: il Comune ha 18 mesi per agire in autotutela.

Annullamento in autotutela

La sentenza fornisce i chiarimenti sull’annullamento in autotutela della DIA/SCIA previsto dall’art. 21-nonies della legge 241/90, modificato da ultimo dall’art. 6, comma 1, legge 124/2015.

L’art. 21-nonies prevede, infatti, che:

il provvedimento amministrativo illegittimo […] può essere annullato d’ufficio, sussistendone le ragioni di interesse pubblico, entro un termine ragionevole, comunque non superiore a 18 mesi dal momento dell’adozione dei provvedimenti di autorizzazione o di attribuzione di vantaggi economici, inclusi i casi in cui il provvedimento si sia formato per silenzio assenso…

Da notare che il termine ragionevole previsto dalla legge 241/90 è stato fissato in 18 mesi dal decreto Sblocca Italia (dl 133/2014 convertito nella legge 164/2014) e la riforma Madia della Pubblica Amministrazione (legge 124/2015). Non sono stati, invece, modificati gli ulteriori presupposti che legittimano l’esercizio del potere di autotutela.

In definitiva per poter procedere all’annullamento di un provvedimento in autotutela sono necessarie le seguenti condizioni:

  • la sussistenza di ragioni di interesse pubblico
  • la circostanza che l’autotutela intervenga entro 18 mesi
  • la necessaria considerazione degli interessi dei destinatari e dei contro interessati

Pertanto, il Comune ha 30 giorni per fermare l’attività intrapresa dopo il deposito della DIA/SCIA, se gli interventi non rispettano quanto dichiarato nei documenti. Scaduti i 30 giorni, il Comune non può più fermare i lavori.

Qualora vengano riscontrate dichiarazioni mendaci o rischi per l’interesse pubblico, il Comune procede ad irrogare le sanzioni previste nel primo caso e nel secondo procede in autotutela, motivando adeguatamente i motivi della revoca del titolo abilitativo con la presenza di ragioni di interesse pubblico.

Conclusioni del CdS

Scaduti i 18 mesi per l’autotutela il Comune non può più annullare i titoli edilizi precedentemente rilasciati.

 

Clicca qui per scaricare la sentenza 30 marzo 2017

 

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