Anche chi non è imprenditore agricolo può costruire in zona agricola

Il TAR Lazio ha chiarito, con la sentenza 2 novembre 2010, n. 33106, che la qualifica di imprenditore agricolo del richiedente non è una condizione necessaria al rilascio del permesso di costruire.
In tale caso, tuttavia, è dovuto il pagamento degli oneri, poiché non è applicabile l’esonero previsto dal testo Unico dell’Edilizia.

Il TAR Lazio ha chiarito, con la sentenza 2 novembre 2010, n. 33106, che la qualifica di imprenditore agricolo del richiedente non è una condizione necessaria al rilascio del permesso di costruire.
In tale caso, tuttavia, è dovuto il pagamento degli oneri, poiché non è applicabile l’esonero previsto dal testo Unico dell’Edilizia.
L’art. 17, comma 3, lettera a) del T.U.E. (DPR 380/2001) stabilisce infatti che il contributo di costruzione non è dovuto per gli interventi da realizzare nelle zone agricole, comprese le residenze, in funzione della conduzione del fondo e delle esigenze dell`imprenditore agricolo a titolo principale.
La mancanza della qualifica di imprenditore agricolo a titolo principale non può impedire quindi il rilascio del titolo abilitativo per interventi in zona agricola per i quali è invece indispensabile:

  • la titolarità del diritto di proprietà o l`esistenza di altro titolo idoneo di disponibilità dell`immobile
  • la compatibilità con gli strumenti urbanistici

Sulla base di tali considerazioni il TAR Lazio ha annullato il provvedimento di diniego di una concessione edilizia (ora permesso di costruire) per la realizzazione di un fabbricato in zona agricola per mancato possesso da parte del richiedente della qualità di imprenditore agricolo a titolo principale e per omessa dimostrazione della residenza per la conduzione del fondo.

Clicca qui per scaricare il testo della sentenza del TAR Lazio

 

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