USA, l’amianto in edilizia si può di nuovo usare!

L’EPA, l’agenzia dell’ambiente americana, ha reso di nuovo legale l’utilizzo dell’amianto nei materiali per l’edilizia, a seguito delle forti pressioni dell’amministrazione Trump

Il presidente americano Donald Trump, sin dalla campagna elettorale, ha sempre sostenuto di non credere che l’amianto non possa essere usato in assoluto, ma ci debbano essere solo dei limiti al suo utilizzo, contrariamente a quanto sostenuto dall’organizzazione mondiale della sanità e dalla quasi totalità dei Paesi del mondo.

Ciò ha spinto l’Epa (l’agenzia dell’ambiente americana) ad affermare che da agosto 2018 non farà più controlli sull’amianto nell’ambiente negli Stati Uniti, contrariamente a quello che aveva riaffermato con il Toxic Substances Control Act (TSCA), sotto l’amministrazione Obama nel 2016,  quando sosteneva che l’amianto era una delle dieci sostanze più pericolose da bandire e monitorare costantemente.

Si ricorda che l’uso dell’amianto negli Usa è stato bandito dal 1989, in analogia a quanto accaduto nella quasi totalità dei Paesi del mondo nella seconda metà del ‘900.

Ad oggi i maggiori produttori di amianto al mondo sono la Russia ed il Brasile ( che però ne sta dismettendo la produzione per motivi ambientali ). Ricordiamo che l’amianto viene ancora utilizzato per la produzione di alcuni prodotti, come ad esempio l’ammoniaca.

La decisione americana porterà benefici a una delle poche società che ancora producono amianto, la russa Uralasbest, che esporta amianto anche negli Stati Uniti. La quale sul proprio sito ha postato il commento:”Trump sta con noi” ed ha impresso l’immagine di Trump su tutti gli imballaggi dei propri prodotti.

La reazione del ministro dell’Ambiente italiano

Il ministero dell’ambiente ha recentemente lanciato l’iniziativa “Stop Amianto” con cui propone una cabina di regia unica sull’amianto per dare risposte ai cittadini sulla mappatura, la bonifica, il monitoraggio, la ricerca.

“Dobbiamo mettere in campo le migliori tecnologie e lavorare con i progetti di eccellenza italiani in questo settore. Non possiamo più aspettare” – osserva il ministro.

Secondo Costa, ministro dell’ambiente, ognuno è chiamato a fare la propria parte: i ministeri competenti, gli amministratori pubblici, gli imprenditori, le associazioni, il servizio sanitario, i cittadini. Perché il dramma amianto:

“riguarda migliaia di persone sotto il profilo sanitario, previdenziale, lavorativo, sociale e umano. I numeri ci dicono che circa 32 milioni di tonnellate di amianto sono ancora sparse per il Paese e ci sono zone d’Italia dove la mappatura non esiste. Scuole, ospedali, edifici pubblici in generale: in molti casi è ancora presente. E’ giunta l’ora, quindi, di riformare la normativa poiché la legge che venticinque anni fa ha messo al bando l’amianto in Italia mostra i segni dell’età e, soprattutto, per una parte importante è rimasta inascoltata e inapplicata”.

L’amianto cosa è

L’amianto (o asbesto) è un materiale fibroso, costituito da fibre minerali naturali appartenenti ai silicati e alle serie mineralogiche del serpentino (crisotilo o amianto bianco) e degli anfiboli (crocidolite o amianto blu).  Le fibre minerali comprendono sia materiali fibrosi naturali, come l’amianto; sia fibre artificiali, tra le quali la lana di vetro, la lana di roccia, ed altri materiali affini. L’amianto ha trovato un vasto impiego particolarmente come isolante o coibente e, secondariamente, come materiale di rinforzo e supporto per altri manufatti sintetici (mezzi di protezione e tute resistenti al calore).

Attualmente l’impiego in Italia è proibito per legge, tuttavia la liberazione di fibre di amianto da elementi strutturali preesistenti, all’interno degli edifici può avvenire per lento deterioramento di materiali che lo contengono oppure per danneggiamento diretto degli stessi da parte degli occupanti o per interventi di manutenzione.

L’amianto di solito si ritrova in forma compatta, inglobato in una matrice cementizia (cementoamianto in copertura, canne fumarie ecc.) o in altre matrici (pavimenti in linoleum, pareti, pannelli ecc.), ma e possibile trovarlo anche in forma friabile, più pericolosa, nel caso di utilizzo come insonorizzante o isolante sui controsoffitti e/o sulle pareti. La liberazione di fibre di amianto all’interno degli edifici, dove è presente, può avvenire per lento deterioramento dei materiali costitutivi (isolanti o coibenti), per danneggiamento diretto degli stessi da parte degli occupanti o per interventi di manutenzione inappropriata

I danni sulla salute

La presenza delle fibre di amianto nell’ambiente comporta inevitabilmente dei danni a carico della salute, anche in presenza di pochi elementi fibrosi. E’ un agente cancerogeno. Particolarmente nocivo per la salute è il fibrocemento (meglio conosciuto come “eternit”), una mistura di amianto e cemento particolarmente friabile e quindi soggetta a danneggiamento o frantumazione.

I rischi maggiori sono legati alla presenza delle fibre nell’aria. Una volta inalate, le fibre si possono depositare all’interno delle vie aeree e sulle cellule polmonari. Le fibre che si sono depositate nelle parti più profonde del polmone possono rimanere nei polmoni per diversi anni, anche per tutta la vita.

La presenza di queste fibre estranee all’interno dei polmoni può comportare l’insorgenza di malattie come l’asbestosi, il mesotelioma ed il tumore dei polmoni. Il mesotelioma è un tipo di tumore che si sviluppa a carico della membrana che riveste i polmoni (pleura) e gli altri organi interni.
La sua casistica è fortemente relazionata alla presenza di asbesto aerodisperso e la sua comparsa si manifesta dopo 15-30 anni. Come il mesotelioma, anche il cancro polmonare compare solitamente a molti anni di distanza dall’inizio dell’esposizione e può insorgere anche per esposizione a bassi livelli di asbesto. L’effetto cancerogeno dell’amianto viene amplificato nei fumatori o più in generale in chi è esposto ad altri agenti inquinanti (es. gas di scarico, fumi industriali, ecc). Anche se in forma minore sono state riscontrate patologie del tratto intestinale e per la laringe connesse all’esposizione all’amianto.

 

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