amianto coperture

Bonifica dell’amianto dalle coperture dei capannoni con gli incentivi ISI

La video-storia INAIL in cui si racconta l’esperienza di un’azienda che ha utilizzato i contributi ISI per la bonifica dell’amianto dai tetti dei propri depositi

L’INAIL ha pubblicato la video-storia che testimonia l’esperienza di un’azienda sarda, specializzata nel settore della lavorazione del marmo, che ha utilizzato i contributi ISI messi a disposizione dall’INAIL per la bonifica dell’amianto dai tetti dei propri depositi, con l’obiettivo di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori e la salubrità dell’ambiente.

Un intervento di rimozione e bonifica dell’amianto dalle coperture dei capannoni, realizzato con gli incentivi alle imprese che investono in salute e sicurezza nei luoghi di lavoro erogati dall’INAIL.

Si tratta dell’ultimo episodio della campagna di comunicazione, #storiediprevenzione, lanciata lo scorso maggio per raccontare il sostegno alle imprese.

La best practice dell’INAIL

L’azienda presa come riferimento dall’INAIL si occupa della fornitura di materiale lapideo ed ha un deposito, attivo dal 2004, su cui è stato realizzato l’intervento di rimozione e bonifica dell’amianto dalle coperture dei capannoni utilizzati per lo stoccaggio di marmi destinati al territorio della Sardegna.

L’azienda è nata nel 1990, quando, per costruire questo tipo di strutture, ancora si utilizzava l’amianto. Le coperture dei capannoni sono, inoltre, esposte all’usura causata dai forti venti della zona.

Messo al bando in Italia con la legge n. 257/1992, l’amianto è ancora utilizzato per le sue caratteristiche fisiche, in settori come l’edilizia e l’industria, in diversi Paesi del mondo che non hanno introdotto il divieto. In molti edifici, tubature, rivestimenti e coperture del nostro territorio è ancora presente e il rischio per l’uomo deriva dall’esposizione alle fibre, che si può avere in presenza di deterioramento o usura delle strutture in cui è contenuto.

Nel bando ISI vi è un asse di finanziamento dedicato a questo tipo di interventi. L’intervento di bonifica dall’amianto è complesso e costoso, motivo per cui gli incentivi costituiscono per le aziende un sostegno importante.

La realizzazione del progetto ha comportato un miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori che operano nelle aree bonificate e all’interno dei capannoni, oltre ad aver avuto ripercussioni positive sulla salubrità dell’ambiente circostante.

Bando ISI

Dall’edizione 2015 del bando ISI è stato introdotto un asse di finanziamento, tra i cinque previsti, specificamente dedicato ai progetti di bonifica da materiali contenenti amianto.

Si tratta di uno degli strumenti con cui l’INAIL attua le proprie politiche di prevenzione in materia, assolvendo ai compiti che il legislatore gli ha attribuito. In particolare, con il bando ISI 2018 gli incentivi a fondo perduto del terzo asse di finanziamento, riservato agli interventi di bonifica da materiali contenenti amianto, sono aumentati rispetto all’edizione precedente, passando da 60 a più di 97 milioni di euro.

Dal 2010 ad oggi, erogati oltre due miliardi di euro. L’Istituto mette a disposizione delle imprese, attraverso i cinque assi in cui è suddiviso il bando ISI, finanziamenti a fondo perduto in conto capitale, che possono coprire fino al 65% delle spese sostenute. Dal 2010 ad oggi, a questo fine, sono stati erogati oltre due miliardi di euro.

La video-storia INAIL

La video-storia con l’esperienza dell’azienda sarda nel settore della lavorazione del marmo, che ha utilizzato i contributi messi a disposizione dall’INAIL per rimuovere la fibra killer dai tetti dei propri depositi, è disponibile al seguente link.

 

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