Affidamento diretto con procedura negoziata: solo se strettamente necessario

L’affidamento diretto mediante procedura negoziata è consentito solo quando l’estrema urgenza non è compatibile con i tempi delle altre procedure

Il Consiglio di Stato ribadisce che l’affidamento diretto attraverso procedura negoziata va adottato solo nella misura strettamente necessaria, quando l’estrema urgenza, risultante da eventi imprevedibili per le stazioni appaltanti, non è compatibile con i termini imposti dalle procedure aperte, ristrette, o negoziate previa pubblicazione di un bando di gara.

Con la sentenza 413/2016, il Consiglio di Stato afferma che il sistema di scelta del contraente a mezzo di procedura negoziata senza pubblicazione del bando (di cui all’art. 57, comma 2 del Codice appalti) rappresenta un’eccezione al principio generale della pubblicità e della massima concorrenzialità tipica della procedura aperta; pertanto i presupposti fissati dalla legge per la sua ammissibilità devono essere accertati con il massimo rigore e non sono suscettibili d’interpretazione estensiva.

In particolare, l’affidamento diretto è consentito nella misura strettamente necessaria, quando l’estrema urgenza, risultante da eventi imprevedibili per le stazioni appaltanti, non è compatibile con i termini imposti dalle procedure aperte, ristrette, o negoziate previa pubblicazione di un bando di gara. Le circostanze invocate a giustificazione della estrema urgenza non devono essere imputabili alle stazioni appaltanti.

Entrando nello specifico, un’amministrazione comunale aveva affidato la gestione temporanea di piscine comunali coperte ad una determinata società, mediante affidamento diretto. Un’altra società impugnava il provvedimento con ricorso al Tar Campania, che lo accoglieva, annullando il provvedimento di affidamento. La società aggiudicataria dal canto suo propone appello al Consiglio di Stato.

I giudici di Palazzo Spada accolgono il ricorso e annullano la sentenza del Tar Campania.

Dapprima ricordano le condizioni necessarie per ricorrere all’affidamento diretto, quindi affermano che il Comune aveva giustificato l’affidamento a causa dell’urgenza dovuta al fatto di evitare costi non sostenibili relativi al pericolo di un’eventuale “non gestione” della struttura per un tempo non predeterminabile e al rischio di atti vandalici.

La valutazione della sussistenza dell’estrema urgenza di salvaguardare la struttura, senza lasciarla inutilizzata con i rischi di vandalismi e di deterioramenti, è derivata da eventi che non possono ritenersi prevedibili e che non sono imputabili nella specie all’Amministrazione.

 

Clicca qui per scaricare la sentenza 413/2016 del Consiglio di Stato

 

 


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