Accordo bonario e riserve iscritte secondo il nuovo Codice appalti

Accordo bonario e riserve nel nuovo Codice appalti: le nuove procedure e le differenze con il passato

I lavori pubblici possono essere oggetto di modifiche in corso di esecuzione, a seguito delle quali l’imprenditore può iscrivere le proprie riserve nei documenti contabili.

È compito del direttore dei lavori segnalare tali riserve al Rup, che può avviare procedura di accordo bonario qualora ne sussistano le condizioni.

In questo articolo proponiamo dapprima una breve introduzione su cosa sono le riserve e poi cerchiamo di sintetizzare la procedura di accordo bonario secondo il nuovo Codice appalti in 7 punti.

Riserva iscritta, cos’è?

Con il termine riserva si intende l’atto formale di contestazione di un documento firmato dall’impresa.

La firma con “riserva” apposta sul documento è finalizzata a contestarne il contenuto e quindi evitare che la semplice firma possa essere interpretata quale implicita rinuncia ad eventuali diritti o pretese.

Più semplicemente quando si parla di riserva ci si riferisce a domande, contestazioni e reclami che riguardano l’esecuzione del contratto di appalto.

Di norma le riserve devono essere apposte dall’appaltatore sul registro di contabilità all’atto della sua sottoscrizione.

Le riserve iscritte devono poi essere confermate sul conto finale che, se sottoscritto senza riserve, si intende invece pienamente accettato.

Accordo bonario secondo il nuovo Codice appalti

L’accordo bonario secondo il nuovo Codice appalti può essere schematizzato in 7 punti.

1) Attivazione accordo bonario

Secondo l’art. 205 comma 1 se a seguito dell’iscrizione di riserve nei documenti contabili, l’importo economico dell’opera varia tra il 5% ed il 15% dell’importo contrattuale, è possibile attivare la procedura di accordo bonario.

È possibile reiterare il procedimento di iscrizione di ulteriori riserve diverse rispetto a quelle già esaminate, nel limite massimo complessivo del 15 % dell’importo del contratto. Non possono essere oggetto di riserva gli aspetti progettuali che sono stati oggetto di verifica.

Il Rup deve attivare l’accordo bonario per la risoluzione delle riserve iscritte prima dell’approvazione del certificato di collaudo, ovvero del certificato di verifica di conformità o del certificato di regolare esecuzione (art. 205 comma 2).

2) Comunicazione del direttore dei lavori

Il direttore dei lavori comunica al Rup le riserve, trasmettendo nel più breve tempo possibile una propria relazione riservata (art. 205 comma 3).

3) Valutazioni preliminari del Rup

Il Rup effettua una serie di valutazioni relativamente alle riserve iscritte.

In particolare, come previsto dall’art. 205 comma 4, valuta l’ammissibilità e la non manifesta infondatezza delle riserve ai fini dell’effettivo raggiungimento del limite di valore fissato tra il 5% e 15%.

4) Lista degli esperti, se necessario

Il Rup entro 15 giorni dalla comunicazione del direttore dei lavori può richiedere alla Camera arbitrale l’indicazione di una lista di 5 esperti aventi competenza specifica in relazione all’oggetto del contratto (art. 205 comma 5).

5) Formulazione della proposta di accordo

Il Rup e il soggetto che ha formulato le riserve scelgono d’intesa, nell’ambito dell’apposita lista, l’esperto incaricato della formulazione della proposta motivata di accordo bonario.

In caso di mancata intesa, entro 15 giorni dalla trasmissione della lista, la Camera arbitrale può nominare un esperto che ne fissa anche il compenso. La proposta formulata dall’esperto o dal Rup (in assenza dell’esperto) viene fatta entro 90 giorni dalla nomina o dalla comunicazione del direttore dei lavori al Rup (art. 205 comma 5).

6) Trasmissione della proposta di accordo

L’esperto (qualora nominato) o il Rup, dopo aver verificato le riserve in contraddittorio con il soggetto che le ha formulate e aver analizzato la situazione nel dettaglio, una volta verificata la disponibilità di idonee risorse economiche, avanza una proposta di accordo bonario, che viene trasmessa al dirigente competente della stazione appaltante e al soggetto che ha formulato le riserve (art. 205 comma 6).

7) Conclusione accordo

Se la proposta è accettata dalle parti, entro 45 giorni dal suo ricevimento, l’accordo bonario è concluso e viene redatto verbale sottoscritto dalle parti.

L’accordo ha natura di transazione (art. 205 comma 6).

Le disposizioni di cui all’articolo 205 si applicano, in quanto compatibili, anche ai contratti di fornitura e servizi, qualora insorgano controversie in fase esecutiva degli stessi circa l’esatta esecuzione delle prestazioni dovute. (art. 206 comma 1).

Accordo bonario, le differenze con la vecchia normativa sugli appalti (dlgs 163/2006)

I procedimenti volti al raggiungimento di un accordo bonario potevano essere attivati a seguito dell’iscrizione di riserve il cui importo era superiore al 10% dell’importo dell’opera (art. 240 comma 1).

Tali procedimenti riguardavano tutte le riserve fino al momento del loro avvio e potevano essere reiterati 1 sola volta (art. 240 comma 2).

Il Rup promuoveva la costituzione di una commissione per gli importi maggiori o uguali a 10 milioni di euro (art. 240 comma 5). Sotto tale soglia la formazione della commissione era facoltativa (art. 240 comma 14).

 

Clicca qui per scaricare il nuovo Codice appalti

 


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