Unità collabenti e accatastamento ruderi, ecco come procedere secondo l’Agenzia delle Entrate

Unità collabenti, l’Agenzia delle Entrate precisa che il professionista che predispone la dichiarazione su incarico della committenza deve redigere una specifica relazione

L’Agenzia delle Entrate fa chiarezza sulle dichiarazioni in catasto relative a unità collabenti (categoria F/2), con Nota 29440 del 30 luglio 2013, trasmessa ai Consigli nazionali degli architetti, ingegneri, agronomi, geometri, periti agrari e industriali.

Per le unità collabenti, i cosiddetti ruderi, sussiste la possibilità e non l’obbligo dell’aggiornamento degli atti catastali, perché si tratta di costruzioni caratterizzate da un notevole livello di degrado che ne determina una incapacità reddituale temporalmente rilevante e, quindi, possono formare oggetto di iscrizione in catasto senza attribuzione di rendita catastale, ma con descrizione dei caratteri specifici e della destinazione d’uso.

L’Agenzia precisa che il professionista che predispone la dichiarazione su incarico della committenza deve redigere una specifica relazione, datata e firmata, che riporti lo stato dei luoghi, con particolare riferimento alle strutture e alla conservazione del manufatto, che deve essere debitamente rappresentato mediante documentazione fotografica.
Inoltre, è necessario che il professionista alleghi l’autocertificazione, resa dall’intestatario dichiarante, ai sensi degli articoli 47 e 76 del DPR n. 445/2000, attestante l’assenza di allacciamento dell’unità alle reti dei servizi pubblici dell’energia elettrica, dell’acqua e del gas.
Per tali dichiarazioni, le unità devono essere individuate esclusivamente nell’elaborato planimetrico.

 

Clicca qui per scaricare la Nota dell’Agenzia delle Entrate sulle unità collabenti

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