Accatastamento fabbricati rurali, i chiarimenti dei geometri

Accatastamento fabbricati rurali: obbligo di iscrizione, sanzioni, ravvedimento e immobili esonerati. Ecco come operare

Gli operatori tecnici hanno spesso sollevato dubbi operativi derivanti dall’accatastamento dei fabbricati rurali. In questo articolo riprendiamo i chiarimenti forniti dal Consiglio nazionale dei geometri su come operare in merito all’accatastamento dei fabbricati rurali.

Accatastamento fabbricati rurali, quadro normativo

Le norme che sono intervenute nel corso del tempo sulla questione relativa all’accatastamento dei fabbricati rurali sono le seguenti:

  • il regio decreto legge 652/1939 stabilisce che non sono soggetti all’obbligo di iscrizione al catasto urbano i fabbricati rurali già censiti nel catasto terreni.
  • il dl 557/1993, recante istituzione del catasto dei fabbricati (precedentemente catasto urbano), impone l’’iscrizione di tutti i fabbricati nell’’archivio catastale. Tuttavia, l’iscrizione negli stessi non comporta automaticamente la perdita dei requisiti di ruralità dei fabbricati.
  • la legge 286/2004 prevede che il requisito di ruralità degli immobili ai fini fiscali sussiste solo se i fabbricati (o le porzioni di essi a destinazione abitativa) sono posseduti dal proprietario o dall’affittuario del terreno che riveste la qualifica di imprenditore agricolo ed è iscritto nel registro delle imprese.
  • il dl 201/2011 (decreto salva Italia) impone il definitivo accatastamento dei fabbricati rurali al catasto urbano, al fine di attribuire anche a questa tipologia di immobili la rendita catastale, finalizzata anche al pagamento dell’Imu.

Accatastamento fabbricati rurali, la circolare CNG

In occasione di un incontro promosso nei giorni scorsi tra rappresentati del catasto, Agenzia delle Entrate e Ordini nazionali, sono stati definiti e chiariti alcuni punti in tema di accatastamento fabbricati rurali.

Il consiglio nazionale dei geometri e geometri laureati (CNG) ha riepilogato nella circolare 15086/2016 i punti principali in merito all’accatastamento dei fabbricati rurali:

  • i proprietari dei fabbricati rurali, ancora individuati al catasto terreni, sono obbligati all’iscrizione al catasto fabbricati (dl 201/2011)
  • in caso di inadempimento, l’Agenzia provvederà all’iscrizione al Catasto d’ufficio, con oneri a carico del proprietario
  • le sanzioni per il mancato accatastamento vanno da un minimo di 1.032 euro, ad un massimo di 8.264 euro
  • si potrà beneficiare del ravvedimento operoso nel caso di iscrizione volontaria al catasto, con notevole riduzione delle sanzioni (da un minimo di 172 euro a un amassimo di 1.377 euro).
  • i fabbricati esclusi dall’obbligo di iscrizione sono:
    • gli immobili collabenti F/2 (privi di rendita), da dichiarare mediante Docfa a cura di un professionista abilitato
    • gli immobili diroccati (in stato di rudere): l’interessato può presentare direttamente dichiarazione all’Ufficio per l’aggiornamento dei dati al catasto terreni

 

Clicca qui per scaricare la circolare CNG 4 novembre 2016, n. 15086

 

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7 commenti
    • Nicola Furcolo
      Nicola Furcolo dice:

      Dipende da diversi fattori… Dovresti rivolgerti a qualche tecnico della zona. Occorre fare una serie di valutazioni.

      Rispondi
    • Nicola Furcolo
      Nicola Furcolo dice:

      Si. Se l’immobile è inagibile potresti avere uno sconto del 505. Parlane con il tuo commercialista di fiducia.
      Ciao.

      Rispondi
  1. Marco
    Marco dice:

    Salve.

    Abbiamo “scoperto”, tramite visura catastale, di possedere in totale 1/8 di porzione di un fabbricato rurale (tre di noi posseggono 1/48 a testa e uno (mia zio) ne possiede 1/16).

    L’agenzia delle entrate ha inviato solamente a 2 di noi la sanzione per mancato accatastamento a catasto urbano, comminando una multa di circa 1000 euro a testa (totale 2000) per ora.

    La mia prima domanda è: la multa è individuale oppure dovrebbe essere unica per fabbricato? Io mi aspetterei una cifra unica da dividere poi per tutti i comproprietari e non singolarmente.
    La seconda domanda: ma la sanzione non va in base alle quote di proprietà? In questo caso chi possiede 1/48, paga come chi possiede 1/16 o più.

    Il bello comunque è che il fabbricato risulta, tramite visura, per 7/8 non appartenente a nessuno! In realtà è sempre stato usato da un fratello di mio nonno, ora passato ai figli.
    Il nostro geometra ha detto che si è attivato per richiedere copia di successione del mio bis-nonno per capire a chi fosse destinato e siamo in attesa.
    Nel frattempo (il geometra) dice che la multa da pagare sarebbe 300 e rotti (da dividere tra noi) e non 1000 e passa, si dovrebbero ignorare le multe arrivate? E come le giustificherei?

    Infine: non dovrebbero pagare anche gli effettivi usufruitori del fabbricato anche se non risultano nella visura catastale?

    Grazie per la pazienza
    Saluti,

    Rispondi
    • Nicola Furcolo
      Nicola Furcolo dice:

      Ciao,
      potresti rivolgerti all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate e confrontarti direttamente con loro. Solo loro possono sciogliere la serie di dubbi che stai sollevando. Ovviamente, occorre supporto di un tecnico…
      Ciao.

      Rispondi
  2. Giuseppe
    Giuseppe dice:

    Salve, mi è stato detto che per un ex fabbricato rurale in stato di rudere devo per forza fare il docfa per unità collabente incaricando un professionista invece di una semplice istanza al catasto terreni. E’ vero? mi sembra molto strano sinceramente.

    Rispondi

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