Abuso edilizio, può essere concessa la sanatoria se l’immobile non è completato?

Con la Sentenza n. 554 del 5 febbraio 2015, il CdS ribadisce che non può essere sanato un fabbricato che risulti senza la copertura

Un fabbricato non può essere sanato se manca la copertura.
Lo ha ribadito il Consiglio di Stato, con la Sentenza n. 554 del 5 febbraio 2015, che si è pronunciato in merito alla sanatoria di un abuso edilizio.

Il caso in esame riguarda il ricorso presentato nei confronti del Comune da parte di un privato che, dopo aver realizzato abusivamente una costruzione in muratura ad uso residenziale, presenta domanda di sanatoria per l’immobile, a suo dire ultimato.

Il Comune respinge la richiesta avanzata poiché l’opera abusiva non risulta essere completata, mancando il solaio di copertura.
Il provvedimento comunale viene impugnato con ricorso al Tar che lo ritiene  infondato e pertanto lo respinge con la Sentenza 1140 del 29 giugno 2009.
Successivamente è il Consiglio di Stato che respinge definitivamente il ricorso, confermando la sentenza del Tar.

Per poter usufruire delle misure previste dalla Legge 47/1985 (condono edilizio), infatti, gli edifici residenziali devono risultare ultimati e si intendono tali se è stato almeno eseguito il rustico ed è stata completata la copertura.

Nell’edificio in questione, invece, le parti componenti il solaio risultavano solo appoggiate sulle murature perimetrali; mancava il getto del calcestruzzo e la conseguente impermeabilizzazione.
Tali elementi hanno portato i giudici di Palazzo Spada a ritenere il manufatto incompleto e a non poter accettare la richiesta di sanatoria.

Clicca qui per scaricare la Sentenza 5 febbraio 2015, n.554

 

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