Linee guida Anac n. 9, in Gazzetta le indicazioni per i contratti di partenariato pubblico privato

In Gazzetta ufficiale le nuove linee guida Anac n.9 contenenti le indicazioni sui i contratti di partenariato pubblico privato (PPP)

L’Anac, Autorità nazionale anticorruzione, ha pubblicato le nuove Linee Guida n. 9, attuative del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recanti «Monitoraggio delle amministrazioni aggiudicatrici sull’attività dell’operatore economico nei contratti di partenariato pubblico privato» approvate dal Consiglio dell’Autorità con Delibera n. 318 del 28 marzo 2018.

Le linee guida sono state pubblicate in sulla Gazzetta ufficiale n. 92 del 20 aprile 2018.

Le linee guida entrano in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta.

Il partenariato pubblico privato

Il partenariato pubblico privato è diventato negli anni una scelta sempre più ricorrente delle pubbliche amministrazioni italiane, con  riferimento alla realizzazione delle opere pubbliche e alla gestione dei servizi. Sul punto, appaiono di interesse, ai fini  dell’analisi relativa al presente intervento regolatorio, i dati contenuti nella Banca Dati dell’Autorità.

I contratti di partenariato pubblico privato costituiscono una forma di cooperazione tra il settore pubblico e quello privato finalizzata alla realizzazione di opere e alla gestione di servizi, nell’ambito della quale i rischi legati all’operazione che si intende porre in essere sono suddivisi tra le parti sulla base delle relative competenze di gestione del rischio.

L’Anac ha definito le modalità con le quali le amministrazioni aggiudicatrici, attraverso la predisposizione e applicazione di sistemi di monitoraggio, esercitano il controllo sull’attività dell’operatore economico affidatario di un contratto di partenariato pubblico privato, verificando in particolare la permanenza in capo allo stesso dei rischi trasferiti.

Le linee guida sul partenariato pubblico privato sono state redatte in attuazione dell’art. 181 comma 4 del Codice appalti (D.Lgs. 50/2016) che prevede che l’Anac, sentito il Ministero dell’economia e delle finanze (MEF), adotti linee guida per definire le modalità con le quali dovranno operare le amministrazioni aggiudicatrici.

Valore vincolante o non vincolante delle linee guida sul partenariato pubblico privato

Come ribadito nel parere del Consiglio di Stato del 22 febbraio 2017, le linee guida n.9 sono:

  • non vincolanti quanto al contenuto della parte prima relativa all’analisi e collocazione dei rischi
  • vincolanti quanto alla parte seconda sul monitoraggio dell’attività dell’operatore economico, in conseguenza della stessa previsione normativa che assegna direttamente natura vincolante alle linee guida Anac

La prima parte, come evidenziato dalla stessa Autorità, contiene indicazioni non vincolanti per consentire alle amministrazioni aggiudicatrici la identificazione e la valutazione dei rischi connessi alla valutazione e alla gestione dell’opera, anche al fine di adottare le misure idonee a ridurre gli effetti negativi di tali vizi.

I contratti di partenariato pubblico privato e il rischio

I contratti di partenariato pubblico privato, definiti all’articolo 3, lettera eee), del Codice Appalti, costituiscono una forma di cooperazione tra settore pubblico e privato al fine di realizzare opere e gestire servizi, nell’ambito della quale i rischi legati all’operazione sono suddivisi tra le parti sulla base delle relative competenze di gestione del rischio.

Il rischio è l’elemento che caratterizza il partenariato pubblico privato non solo nel suo momento genetico, ma anche per tutta la durata dell’esecuzione.

In particolare le norme identificano:

  • il rischio di costruzione, legato al ritardo nei tempi di consegna, al non rispetto degli standard di progetto, all’aumento dei costi, a inconvenienti di tipo tecnico nell’opera e al mancato completamento dell’opera
  • il rischio di disponibilità, legato alla capacità, da parte del concessionario, di erogare le prestazioni contrattuali pattuite, sia per volume che per standard di qualità previsti;
  • nei casi di attività redditizia verso l’esterno, il rischio di domanda dei servizi resi, per il periodo di gestione dell’opera, legato ai diversi volumi di domanda del servizio che il concessionario deve soddisfare, ovvero il rischio legato alla mancanza di utenza e quindi di flussi di cassa”
  • il rischio operativo ovvero il rischio legato alla gestione del servizio sul lato della domanda o sul lato dell’offerta o di entrambi, per cui le variazioni relative ai costi e ai ricavi oggetto della concessione incidano sull’equilibrio del piano economico finanziario.
  • gli altri rischi (il rischio finanziario, il rischio di commissaria mento, il rischio delle relazioni industriali, il rischio di obsolescenza tecnica).

La concreta e puntuale individuazione dei rischi trasferiti deve essere contenuta nel contratto (vedasi e risulta pertanto essere uno degli elementi fondanti dell’equilibrio economico e finanziario, rappresentando in concreto la “contemporanea presenza delle condizioni di convenienza economica e sostenibilità finanziaria”e in termini più propriamente giuridici la stessa “causa” del contratto di partenariato pubblico privato.

Le Linee guida Anac individuano una serie di strumenti atti svolgerne il relativo monitoraggio nel corso delle varie fasi di vita del PPP.

Si tratta della cosiddetta “matrice dei rischi” che rappresenta un documento di sintesi dell’analisi dei rischi connessi all’intervento.

 

Clicca qui per scaricare le linee guida n. 9 (partenariato pubblico privato)

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